Marocco- Arabia Saudita: la Libia, un pretesto per riprendere le relazioni

Pubblicato il 30 luglio 2020 alle 13:04 in Arabia Saudita Marocco

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Affari Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan, ha incontrato, nella capitale del Marocco Rabat, il proprio omologo marocchino, Nasser Bourita. I colloqui hanno preso in esame altresì la crisi libica.

La visita del principe bin Farhan in Marocco, del 29 luglio, si colloca in un tour intrapreso dal ministro saudita in Nord Africa, che l’ha visto impegnato anche in Egitto, Algeria e Tunisia nei giorni precedenti, il 27 e 28 luglio. Nel corso del meeting, il principe saudita e l’omologo marocchino si sono detti concordi su diverse questioni regionali, tra cui la lotta al terrorismo e la crisi libica. A tal proposito, il ministro bin Farhan ha espresso la propria preoccupazione di fronte agli ultimi sviluppi nel palcoscenico libico e sulle possibili ripercussioni per l’intera regione araba, ed ha ribadito che la crisi potrà essere risolta solo giungendo ad una risoluzione intra-libica e ponendo fine all’ingerenza da parte di attori e Paesi esterni. Il Regno saudita, ha riferito il principe, mira a salvaguardare la popolazione libica dalle conseguenze del terrorismo, dei conflitti e dalla “avidità” che traspare dagli interventi esterni.

Anche Rabat si è detta timorosa per l’attuale situazione in Libia. Tuttavia, ha riferito il ministro Bourita, il Marocco non fornirà una “ricetta pronta” per le parti impegnate nel conflitto libico, ma continuerà a sostenere una risoluzione politica, intra-libica, e continuerà ad opporsi a qualsiasi ingerenza esterna. A detta di Bourita, la popolazione libica è “in grado di trovare da sola soluzioni ai loro problemi”, ma il Marocco è disposto ad offrire “uno spazio per trovare una soluzione” e a cooperare con le parti coinvolte affinché trovino un accordo. “La solidarietà araba è necessaria” ha poi affermato il ministro marocchino.

L’incontro bilaterale tra i due ministri è giunto dopo che, il 26 luglio, il Marocco ha ospitato due delegazioni libiche, una in rappresentanza del Governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), e l’altra in rappresentanza del generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, e del governo di Tobruk. La prima ha visto alla guida il presidente dell’Alto Consiglio di Stato libico, Khaled al-Mishri, mentre la seconda il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh. Anche in tale occasione, Rabat si è detta pronta ad “aprire le proprie braccia” verso la Libia, con il fine di promuovere la stabilità e l’unità del Paese, oltre che una soluzione alla perdurante crisi.

Circa la crisi libica, Rabat cerca di promuovere il rispetto e l’attuazione dell’accordo di Skhirat del 17 dicembre 2015, considerato un pilastro per la futura risoluzione del conflitto. Parallelamente, il Marocco, attraverso le proprie dichiarazioni dei recenti incontri, ha mostrato la volontà di assumere un ruolo maggiore nella mediazione della crisi e di favorire l’elaborazione di uno nuovo accordo, una sorta di “Skhirat 2”, basato sul precedente. A tal proposito, il quotidiano al-Arab ha evidenziato che includere il Marocco nel tour del ministro saudita evidenzia ancor di più il ruolo di Rabat, sebbene questa sia stata precedentemente esclusa. Secondo il quotidiano, l’Arabia Saudita, che si sta mobilitando per cercare di unire i Paesi arabi di fronte alla crisi libica, difficilmente troverà un’iniziativa migliore dell’accordo di Skhirat nella sua nuova versione.

Prima delle ultime visite, racconta al-Arab, il Marocco aveva proposto la creazione di una “mini squadra araba” composta da quei Paesi arabi interessati al dossier libico, con il fine di formulare una “visione strategica” che possa risolvere la crisi e il conflitto in Libia. L’obiettivo, a detta di al-Arab, è altresì limitare l’espansione della Turchia, la quale sostiene il governo tripolino, e imporre una “agenda araba” che possa contrastare qualsiasi forma di ingerenza straniera. Ciò sembra essere in linea con le intenzioni del Regno saudita, anch’esso interessato a incoraggiare un’azione congiunta a livello arabo. A tal proposito, stando a quanto riferisce il quotidiano, l’incontro del 29 luglio è anche indice di un riavvicinamento tra Riad e Rabat, dopo che i due Paesi sembravano essersi allontanati negli ultimi anni.

Nel quadro del conflitto libico, l’Arabia Saudita si è più volte mostrata a sostegno dell’Esercito Nazionale Libico e del suo generale Haftar, a cui avrebbe inviato pacchetti di aiuti sia finanziari sia militari, con il fine di rafforzare la propria presenza nel Paese Nord-africano. Inoltre, Riad è stata accusata di aver favorito la chiusura dei porti petroliferi libici, avvenuta il 18 gennaio, con l’obiettivo di provocare una crisi a livello globale. Secondo una fonte del Golfo, l’influenza saudita nel panorama libico potrebbe poi essere legata ad una questione “personale” tra Ankara e Riad, inerente l’omicidio del giornalista saudita, Jamal Khashoggi, avvenuto il 2 ottobre 2018, presso il consolato di Istanbul. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.