Italia: trasferiti 410 migranti da Lampedusa, effettuati 2.500 test sierologici

Pubblicato il 30 luglio 2020 alle 18:33 in Immigrazione Italia

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Un gruppo di 410 migranti sono stati trasferiti dall’hotspot dell’isola di Lampedusa nel resto del Paese e sono stati effettuati 2.500 test sierologici, con un tasso di positività “molto basso”, secondo il Ministero dell’Interno italiano. 

Secondo quanto riferito dal sito ufficiale del Ministero, la gestione dei flussi migratori è resa molto più complessa, rispetto agli scorsi anni, a causa dell’emergenza COVID-19 e della conseguente crisi economica che ha colpito duramente anche i Paesi del Nord Africa, alimentando un eccezionale flusso di migranti economici verso le frontiere marittime dell’Unione Europea.

In questo contesto senza precedenti – comunica il Ministero – in cui gli sbarchi autonomi sulle coste italiane si sono più che moltiplicati in un brevissimo lasso di tempo, sono evidenti le complessità organizzative legate alla necessità di garantire l’adozione di tutte le misure precauzionali sanitarie necessarie fin dallo sbarco, anche a tutela delle comunità locali, soprattutto della Sicilia, geograficamente più esposte alla pressione migratoria. Un’emergenza sanitaria, questa, che incide fortemente anche sulla disponibilità dei territori ad accogliere i migranti, seppure con test sierologico o con tampone dall’esito negativo, che concentra soltanto su alcune regioni il peso della redistribuzione.

Nella giornata del 29 luglio, sono stati trasferiti dall’hotspot dell’isola di Lampedusa 410 migranti grazie al supporto della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera. Inoltre, a Lampedusa sono stati effettuati 50 tamponi ed entro il 30 luglio saranno 590 quelli eseguiti sugli sbarcati sull’isola. Altri 250 migranti, all’esito del tampone, verranno trasferiti dalla struttura di Porto Empedocle. 

Inoltre, sono 2.500 i test sierologici effettuati sui migranti con un tasso di positività “molto basso”, secondo il Ministero dell’Interno. Sempre il 29 luglio, è stata avviata la bonifica di un’area militare che ospiterà ricoveri abitativi destinati al periodo di isolamento fiduciario dei migranti. Lo stesso giorno, è stato stato disposto l’invio di un contingente di militari in Sicilia per la sorveglianza delle strutture di isolamento fiduciario sanitario e in Friuli Venezia Giulia per rafforzare il dispositivo di controllo delle frontiere terrestri.

Infine, al 16 luglio, sono ripresi i voli per i rimpatri verso la Tunisia. Entro il 30 luglio saranno 4 i charter che avranno effettuato tale tratta per un totale di 80 cittadini tunisini rimpatriati a seguito del blocco legato al lockdown. L’obiettivo del Viminale è di aumentare, anche con contingenti straordinari, il numero di rimpatri settimanali. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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