Egitto: al-Sisi approva riforme senza precedenti in ambito militare

Pubblicato il 30 luglio 2020 alle 15:32 in Africa Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, il 29 luglio, ha emanato tre leggi, precedentemente approvate dalla Camera dei Deputati, riguardanti le funzioni e la formazione delle forze armate. Tra queste, il divieto per gli ufficiali sia in carica sia in pensione di concorrere a elezioni senza l’approvazione dell’esercito.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, si tratta, in realtà, di emendamenti. Il primo prevede l’aggiunta di due paragrafi alla legge n.103, riguardante il divieto di “attività politica” per gli ufficiali militari. Nello specifico, la modifica approvata dal capo di Stato egiziano proibisce a “ufficiali in carica o che abbiano terminato il proprio mandato” di candidarsi a elezioni presidenziali, parlamentari o per i consigli amministrativi locali senza l’approvazione del cosiddetto Consiglio supremo dell’esercito. In precedenza, ciò valeva solo per gli ufficiali in carica. Secondo il quotidiano, il Consiglio militare può valutare le competenze dei candidati e, allo stesso tempo, favorire o ostacolare gli ufficiali a seconda delle proprie preferenze.

Tuttavia, chi è ostacolato dal Consiglio militare può presentare ricorso, entro trenta giorni, al Comitato giudiziario supremo, ma, in tal caso, la decisione di quest’ultimo è irrevocabile. A tal proposito, evidenzia al-Araby al-Jadeed, i membri del suddetto Comitato vengono eletti dal ministro della Difesa, il quale ricopre altresì il ruolo di presidente del Consiglio militare. Un altro cambiamento riguarda il Consiglio di Sicurezza nazionale, il quale, in caso di una “minaccia imminente” si incontrerà con il Consiglio supremo delle forze armate in una riunione congiunta guidata dal presidente della Repubblica, per adottare misure e meccanismi urgenti volti a contrastare tali pericoli.

Un’altra legge emanata il 29 luglio prevede, poi, l’obbligo, per il ministro della Difesa, di nominare un consigliere militare per ciascuno dei governatori delle 27 province egiziane. Anche in questo caso, la mossa è stata definita “senza precedenti”, e consente all’esercito di avere un proprio rappresentante in ogni angolo del Paese. Nello specifico, i consiglieri militari fungeranno da rappresentanti del Ministero della Difesa ed avranno il ruolo di gestire progetti o problematiche delle comunità locali, oltre a coordinarsi con le relative autorità in materia di economia, società e sicurezza. Tali consiglieri, inoltre, dovranno partecipare alle riunioni del consiglio esecutivo provinciale e fare rapporto al Ministero della Difesa per questioni di suo interesse.

Secondo quanto riportato nella gazzetta ufficiale, l’obiettivo di tali emendamenti è consentire all’esercito di svolgere un ruolo maggiore nell’elaborazione di leggi o emendamenti costituzionali relativi a diritti politici, elezioni e sicurezza nazionale. Si tratta di un’unione tra esercito e politica mai vista prima nella storia dell’Egitto. Tuttavia, secondo alcune critiche, al-Sisi starebbe semplicemente cercando di reprimere qualsiasi eventuale opposizione da parte di ufficiali dell’esercito e preservare il proprio potere. Il governo del Cairo, da parte sua, ha negato accuse simili.

Gli emendamenti del 29 luglio giungono dopo che, il 14 giugno, i deputati egiziani hanno approvato modifiche a norme riguardanti la composizione della Camera dei Deputati, l’esercizio dei diritti politici e l’esecuzione del Comitato elettorale nazionale (NEC). Questi sono da inserirsi in un quadro di riforme più ampio, attuate perlopiù nel corso del 2019. Nello specifico, il 16 aprile 2019, il Parlamento del Cairo ha approvato ulteriori emendamenti costituzionali, successivamente avallati attraverso un referendum popolare svoltosi dal 20 al 22 aprile, che prevedono l’estensione del mandato presidenziale da 4 a 6 anni. In questo modo, al-Sisi avrà la possibilità di ricandidarsi alle prossime elezioni del 2024 e, di conseguenza, restare in carica fino al 2030.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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