Albania: approvati emendamenti costituzionali, più vicina l’adesione all’UE

Pubblicato il 30 luglio 2020 alle 20:31 in Albania Europa

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I parlamentari albanesi hanno approvato gli emendamenti costituzionali con i quali il Paese terrà elezioni con liste aperte di candidati e coalizioni di partiti preformati, condizioni chiave per lavvio dei negoziati di adesione all’Unione Europea. Il Parlamento dellAlbania, formato da 140 seggi, ha espresso il suo sostegno agli emendamenti con 106 voti favorevoli. Le disposizioni richiedevano la maggioranza dei due terzi, ovvero un minimo di 94 voti, per essere approvate. Le modifiche sono state proposte e supportate da un gruppo di legislatori dell’opposizione.

Il modello albanese precedente, secondo gli esperti, offriva un vantaggio ai principali partiti, che condividevano o trasferivano sistematicamente i voti ottenuti dai partiti più piccoli all’interno delle loro coalizioni, in modo da garantirsi la maggioranza necessaria a formare un nuovo governo. Secondo la riforma, invece, i voti dei partiti più piccoli o dei candidati che non hanno raggiunto la soglia richiesta per entrare in Parlamento non andranno agli altri partiti più grandi.

Tocca ora al presidente, Ilir Meta, emettere un decreto che approvi gli emendamenti. Se così non fosse, i legislatori potrebbero tornare a votare su di essi nella prossima sessione parlamentare, prevista per settembre. Meta si è dichiarato contrario alla riforma e ha più volte affermato che non lavrebbe avallata. A giugno 2021, si terranno in Albania le prossime elezioni parlamentari.

La scorsa settimana il Parlamento ha approvato altre leggi sulla riforma elettorale. Queste si sono concentrate sull’identificazione elettronica degli elettori, in parte depoliticizzando la Commissione elettorale nazionale, che si occupa di monitorare le votazioni nel Paese. Le elezioni postcomuniste in Albania sono state spesso accusate di irregolarità, come l’acquisto di voti e la manipolazione delle schede elettorali, secondo i rapporti dell’OSCE. Gli sforzi internazionali di pressione e mediazione degli ambasciatori degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e del Regno Unito hanno aiutato i partiti politici a raggiungere un accordo sulle leggi, la scorsa settimana. Tuttavia, la portavoce dell’UE, Ana Pisonero, ha più volte lamentato la mancanza di un compromesso politico sui cambiamenti costituzionali. L’Unione Europea ha concordato, a marzo, di iniziare i colloqui di adesione con l’Albania, sebbene non sia ancora stata fissata una data di inizio.

La Commissione Europea ha presentato al Consiglio, il primo luglio, un piano di quadri negoziali per l’Albania e la Macedonia del Nord, i quali definiscono gli orientamenti e i principi per l’accordo di adesione all’UE. La Commissione è stata invitata a presentare tali proposte dopo che, lo scorso 24 marzo, i ministri degli Esteri degli Stati membri dell’UE hanno deciso all’unanimità di avviare i negoziati di adesione con entrambi i Paesi.Nello specifico, i punti principali della proposta dell’UE sulla revisione del processo di allargamento sono quattro: credibilità, guida politica, dinamicità e prevedibilità. Per quanto riguarda il primo, Bruxelles propone di porre un accento maggiore sulle riforme fondamentali, ad esempio sullo stato di diritto. Passando al secondo punto, la proposta è di incrementare le occasioni di dialogo tra i vertici politici. Il terzo tema riguarda la dinamicità, per cui la Commissione propone di raggruppare i capitoli dei negoziati di adesione in 6 aree, negoziabili contemporaneamente, ovvero le basi fondamentali, il mercato interno, la competitività e la crescita inclusiva, l’agenda ambientale e la connettività sostenibile, le risorse, l’agricoltura e la coesione, e le relazioni esterne. Infine, affinché il processo sia più predittivo, la Commissione ha proposto di esprimere con maggiore chiarezza le conseguenze del raggiungimento e del mancato raggiungimento degli obiettivi delle riforme.

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Chiara Gentili

di Redazione

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