Afghanistan: autobomba nella provincia di Logar

Pubblicato il 30 luglio 2020 alle 19:19 in Afghanistan Asia

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Il Ministero degli Interni afgano ha reso noto che, il 30 luglio, un gruppo di terroristi ha fatto esplodere un’autobomba nella capitale provinciale Logar, Pul-e-Alam, provocando la morte di almeno 8 civili e il ferimento di altri 30. 

In precedenza, fonti avevano riferito che l’esplosione di una bomba nella città di Pul-e-Alam, a Sud di Kabul, aveva ucciso e ferito almeno 40 persone. La detonazione è avvenuta in piazza Azadi. I residenti hanno riferito che l’incidente è stato causato da un’autobomba. Al momento, nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’esplosione. I talebani hanno negato il coinvolgimento nell’assalto. L’esplosione arriva dopo l’annuncio da parte dei talebani di un cessate il fuoco di 3 giorni, in occasione della festività islamica di Eid al-Adha e in vista dell’avvio dei negoziati intra-afgani. Il gruppo ha invitato i suoi combattenti ad evitare di attaccare le forze afghane e di non entrare in aree controllate dal governo. Si tratta del terzo cessate il fuoco nel Paese da giugno 2019. 

In tale contesto, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per la riconciliazione in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, è arrivato a Kabul, il 30 luglio, dove ha incontrato i leader afgani in vista del cessate il fuoco che inizia il 31 luglio. Nel suo incontro con il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, i due hanno discusso di una proroga del cessate il fuoco e di una riduzione della violenza, dell’inizio di colloqui diretti con i talebani e anche dello scambio di prigionieri. Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la riconciliazione nazionale e l’ex presidente, Hamid Karzai, erano presenti all’incontro di Khalilzad con Ghani.

Il rappresentante degli USA ha anche incontrato Abdullah e i membri del Consiglio superiore della riconciliazione nazionale hanno affermato che il viaggio di Khalilzad è finalizzato a tenere colloqui con la leadership politica afgana sulle mosse precedenti e successive al cessate il fuoco e sull’attuazione dell’accordo di pace tra Stati Uniti e talebani, firmato a Doha il 29 febbraio. “Gettare le basi per l’inizio dei colloqui intra-afgani, condividere i dettagli dei suoi recenti viaggi e completare l’accordo stabilito a Doha tra talebani e statunitensi, questa è l’agenda del suo viaggio”, ha affermato Faraidoon Khawzon, portavoce del Consiglio Superiore della Riconciliazione Nazionale.

Gli Stati Uniti sono intervenuti in Afghanistan nel 2001, con l’obiettivo di rovesciare il governo di Kabul, allora sostenuto dai talebani, poichè questo aveva fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso.

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Maria Grazia Rutiglia

di Redazione

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