Trump, Putin e le presunte ricompense russe ai talebani

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 15:53 in Afghanistan Russia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di non aver mai discusso con il suo omologo russo, Vladimir Putin, dei rapporti dell’intelligence secondo cui Mosca avrebbe pagato i talebani per uccidere soldati statunitensi in Afghanistan.

Trump, che ha cercato di coltivare relazioni più strette con Mosca durante la sua presidenza, ha affermato di non essere stato informato sulla questione prima che questa emergesse sui media. Ha poi definito le notizie una bufala e continua a metterle in dubbio. “Non ne ho mai discusso con lui”, ha dichiarato Trump in un’intervista, il 28 luglio. Alla domanda sul perché non abbia affrontato Putin la questione nei loro ultimi colloqui telefonici, Trump ha risposto: “Quelle erano telefonate per discutere di altre cose, e francamente è un problema che molte persone ritengono fosse una notizia falsa”. Secondo il capo della Casa Bianca, la sua ultima conversazione con il leader russo si era concentrata sulla non proliferazione nucleare. 

Il consigliere per la Sicurezza Nazionale di Trump, Robert O’Brien, ha affermato che il presidente non è stato informato verbalmente degli episodi che coinvolgevano l’intelligence russa perché il suo collega della CIA non aveva confermato i rapporti in questione. Nello specifico, il 26 giugno, il Times aveva riferito che l’intelligence degli Stati Uniti aveva concluso che un’unità militare russa, collegata ad alcuni tentativi di omicidio in Europa, aveva offerto ai talebani una serie di ricompense per attacchi riusciti contro soldati statunitensi. Si riteneva che i militanti islamisti avessero raccolto una discreta somma di denaro in questo modo. Il 27 giugno, la Casa Bianca e il direttore dell’Intelligence Nazionale avevano smentito tali informazioni. Anche il Ministero degli Esteri russo aveva negato la versione del Times. 

Il 28 giugno, il giornale aveva quindi pubblicato un nuovo articolo in cui si affermava che l’intelligence e gli agenti delle operazioni speciali statunitensi in Afghanistan avevano avvisato i propri superiori già a gennaio del 2020 riguardo alla condotta della Russia e al pagamento di ricompense per effettuare attacchi contro cittadini statunitensi. Di conseguenza, il 29 giugno, sia i democratici sia i repubblicani al Congresso hanno chiesto risposte immediate all’amministrazione del presidente. Non è chiaro quante truppe americane o della coalizione internazionale possano essere state prese di mira o uccise nell’ambito del programma russo. Tuttavia, secondo il Times, l’intelligence avrebbe appreso tali informazioni da interrogatori di combattenti catturati. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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