Siria: Daraa, una provincia segnata da tensioni e proteste

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 12:06 in Medio Oriente Siria

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Nuove proteste sono scoppiate a Daraa, nel Sud della Siria, dove soldati siriani filo-russi sono scesi per le strade inneggiando slogan contro il regime. Nel frattempo, il governatorato continua ad assistere ad attacchi perpetrati da gruppi armati di identità sconosciuta.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, le ultime proteste, del 28 luglio, hanno avuto luogo nell’Est di Daraa, in concomitanza con una cerimonia militare dell’ottavo battaglione della Quinta brigata, affiliato alla Russia. Il generale a capo di tale divisione è Ahmad al-‘Awda, ex leader dell’Esercito siriano libero, uno dei gruppi di opposizione armata composto da ex membri e volontari delle forze armate siriane. In particolare, al-‘Awda guidava uno dei primi gruppi ad essersi riconciliato con il presidente siriano, Bashar al-Assad, nel 2018, e successivamente alleatosi con Mosca. A detta di alcune fonti, migliaia di combattenti si offrono come volontari in tale brigata, per non essere perseguitati dal regime ed essere reclutati con la forza.

Nel corso delle proteste del 28 luglio, i manifestanti della Quinta brigata hanno richiesto la caduta del regime e l’allontanamento di quelle che sono state definite “milizie iraniane” dal governatorato di Daraa, oltre al rilascio dei detenuti nelle carceri controllate dal governo siriano. “I detenuti sono alla ricerca di libertà e non sono terroristi” è stato uno degli slogan principali, accanto ad altri in cui è stata manifestata l’opposizione contro Teheran ed Hezbollah, alleati di Assad nel conflitto siriano.

L’area di Daraa è nota per essere stata la culla della rivoluzione in Siria, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. In particolare, è qui che alcuni giovani ribelli avevano scritto su un muro uno dei primi slogan anti-regime, tra cui “È il tuo turno, dottore”, con riferimento al presidente siriano, Bashar al-Assad. Risale al mese di luglio 2017 l’accordo per il cessate il fuoco a Daraa, Quneitra e Suweida, in cui parteciparono anche Stati Uniti, Russia e Giordania. Combattenti e famiglie locali hanno poi evacuato l’area nel mese di luglio 2018, dopo settimane di violenti bombardamenti, seguiti da un accordo di resa con il regime siriano e la Russia.

Diversamente da altre zone circostanti, ritornate, nel corso del tempo, nelle mani del regime, l’esercito di Assad non ha dispiegato le proprie forze nell’area, facendo affidamento su alleati presenti sul posto per garantire la sicurezza della provincia. Numerosi combattenti dell’opposizione sono, però, rimasti nel governatorato, mantenendo il controllo di vaste aree rurali a Sud, Est ed Ovest. Alcuni cooperano con le istituzioni statali, altri si sono uniti al contingente dell’esercito del regime appoggiato dalla Russia.

Parallelamente, tale regione meridionale assiste quasi quotidianamente ad attacchi e omicidi, perpetrati perlopiù con armi da fuoco e ordigni esplosivi da gruppi armati sconosciuti, che colpiscono membri del regime e suoi alleati, nonché persone impegnate all’interno dei “gruppi di riconciliazione”. A tal proposito, nella sera del 27 luglio, due persone sono state uccise e altre ferite, a seguito di un attacco con arma da fuoco di ignoti nella città di Nawa. A detta di un attivista locale, una della vittime era un ex generale dell’Esercito Siriano Libero, noto con il nome di Abu Hassan Yarmouk, il quale aveva partecipato a diverse battaglie contro il regime. Un altro attentato si è verificato presso un posto di blocco dell’esercito del regime, anch’esso a Nawa.

I diversi gruppi di opposizione del governatorato di Daraa sono in parte appoggiati da Mosca, con particolare riferimento a quelli stanziati a Nord e Nord-Est, mentre altri ricevono il sostegno di Teheran e di Hezbollah. Tuttavia, tale assistenza nasconde una rivalità più profonda tra la Russia e l’Iran, entrambi interessati ad assumere il controllo della regione siriana meridionale. Una della ultime manifestazioni anti-regime ha avuto luogo il 21 giugno. Anche in questo caso, i protagonisti sono stati migliaia tra civili siriani e membri della Quinta brigata filo-russa, scesi per le strade di Basra al-Sham, nell’Est di Daraa.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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