Nigeria: gruppi armati uccidono 142 persone in una settimana

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 12:37 in Africa Nigeria

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Circa 142 persone sono state uccise, nelle regioni settentrionali della Nigeria, in una serie di attacchi condotti nel giro di una settimana. Almeno 44, invece, sono state prese in ostaggio dai gruppi armati che continuano a creare insicurezza in tutto il Paese. Secondo un rapporto, pubblicato martedì 28 luglio dal Council on Foreign Relations, lo Stato di Kaduna continua a registrare il maggior numero di incidenti, con 6 episodi di omicidio e rapimento. D’altro canto, lo Stato di Katsina risulta essere il secondo più colpito, con un totale di attacchi, in una settimana, pari almeno a 4. Da Katsina proviene l’attuale presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari.

Il Council on Foreign Relations, un think tank di origine statunitense, ha affermato che nel redigere il suo rapporto ha cercato di tracciare una mappa dell’insicurezza nel Paese africano “utilizzando informazioni raccolte dai giornali, dai media e dalle famiglie delle vittime di vari attacchi violenti”. Nella sua ricerca, il think tank ha rivelato che, il 23 luglio, un gruppo di pastori non identificati ha ucciso almeno 7 persone a Kajuru, nello Stato di Kaduna, e il giorno seguente, il 24 luglio, i banditi ne hanno uccise altre 10 a Jema’a, sempre nella stessa regione. Il 18 luglio, 6 persone sono state rapite a Chikun, nello Stato di Kaduna, mentre i sospetti militanti ne hanno uccise altre 11 a Zangon Kataf, nello stesso Stato il 20 luglio. Il 19 luglio, un altro gruppo di criminali ha ucciso 21 persone e un ispettore di polizia a Kaura, mentre alcuni scontri etnici hanno causato la morte di 3 persone a Kauru, nello Stato di Kaduna, il 21 luglio.

Secondo quanto riferito dal Council on Foreign Relations, l’esplosione di una bomba a Katsina, il 18 luglio, ha ucciso 6 bambini, mentre, poco prima, nella stessa area 23 soldati nigeriani e 17 militanti erano rimasti uccisi in uno scontro armato. Il 22 luglio, i ribelli di Boko Haram hanno ucciso 5 operatori umanitari nello Stato del Borno e la scena dell’esecuzione è stata ripresa in un filmato successivamente pubblicato online dal gruppo.

In diverse occasioni, il presidente Buhari, generale dell’esercito in pensione, ha incontrato i capi delle forze di sicurezza per discutere delle crescenti sfide nel Paese. I loro sforzi, tuttavia, non sono riusciti a frenare i continui spargimenti di sangue. Nello stato di Katsina, uno dei più instabili della Nigeria, l’esercito fa regolarmente irruzione nelle foreste dove si nascondono i gruppi armati, ma il numero di soldati è insufficiente ad affrontare la minaccia e gli abitanti del villaggio sono costretti a organizzarsi in milizie civili. I disordini nel Nord-Ovest del Paese hanno causato, dal 2011, circa 8.000 morti e almeno 200.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. A maggio, l’International Crisis Group ha avvertito che le bande armate potrebbero sviluppare legami sempre più forti con il gruppo dello Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (ISWAP).

L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, la suddetta Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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