Mediterraneo orientale: nuovo Navtex della Turchia per esplorazioni nelle acque cipriote

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 16:49 in Cipro Turchia

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Poche ore dopo l’annuncio della sospensione delle attività di trivellazione nel Mediterraneo orientale, il 28 luglio, la Turchia ha rilasciato un nuovo Navtex, con il quale ha riservato un’area all’interno della Zona Economica Esclusiva (ZEE) di Cipro per l’esplorazione di petrolio e gas.

Nello specifico, la nave di ricerca sismica di Ankara Barbaros condurrà le proprie attività all’interno dei blocchi 2,3 e parte del 13 della ZEE di Nicosia.

Il Navtex, che è il sistema internazionale di sicurezza marittima, riguarda una zona di mare a Sud e Sud-Est di Famagosta, e sarà valido dal 28 luglio al 20 settembre.

Tale avviso è giunto dopo che, all’inizio della giornatail portavoce presidenziale turco, Ibrahim Kalin, in un’intervista con l’emittente CNN Turk ripresa dal quotidiano ellenico Ekathimerini, aveva affermato che il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, aveva chiesto di mettere le operazioni in attesa, al fine di adottare un approccio costruttivo durante i negoziati con Atene.

Le tensioni di lunga data nel Mediterraneo orientale si sono acuite il 21 luglio, dopo che la marina di Ankara ha emesso un Navtex nel quale annunciava indagini sismiche a Sud e a Est dell’isola greca di Kastellorizo, dal 21 luglio al 2 agosto, con la nave Oruc Reis. In risposta, il 22 luglio, la Grecia ha emesso un avviso analogo, rivelando che una “stazione non autorizzata” ha trasmesso un Navtex nell’area di servizio di Atene, “riferendosi ad attività non autorizzate e illegali in un’area che si sovrappone alla piattaforma continentale greca”.

Tuttavia, il 24 luglio, citando un consulente nazionale di sicurezza del primo ministro della Grecia, Alexis Diakopoulos, Ekathimerini ha sostenuto che le tensioni nel Mediterraneo orientale sono “in direzione di de-escalation”.

A tal riguardo, il 27 luglio, la Grecia ha rivelato che le navi della marina turca hanno lasciato l’area al largo dell’isola Sud-orientale di Kastellorizo ma, ciò nonostante, le forze armate di Atene restano ancora in allerta.

L’ultimo avviso di Ankara di trivellazione nelle acque cipriote risale al 15 luglio, e faceva seguito a quello scaduto lo scorso 18 giugno. Tale Navtex copriva l’area che comprende i blocchi 6 e 7 della ZEE di Nicosia, i quali sono stati concessi in licenza alle compagnie Eni e Total.

Le relazioni tra Turchia e Cipro sono caratterizzate da un clima di tensione, soprattutto per quanto riguarda le rivendicazioni di Ankara, ritenute illecite da Nicosia, in merito ai propri diritti in alcune aree del Mediterraneo orientale, dove, il 3 maggio 2019, il governo turco ha avviato, illecitamente secondo la comunità internazionale, le proprie attività di trivellazione. A detta dei vertici turchi, tali azioni giungono in difesa degli interessi dei turco-ciprioti.

Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, le acque territoriali di un Paese si estendono per 12 miglia nautiche fino al mare, ma la propria Zona Economica Esclusiva (EEZ), dove lo Stato può rivendicare diritti di pesca, estrazione mineraria e trivellazione, si può estendere di altri 200 miglia. Quando la distanza marittima tra due Paesi è inferiore a 424 miglia, essi devono stabilire una linea di demarcazione concordata tra le rispettive Zone Economiche Esclusive. Tuttavia, la Turchia non ha firmato la Convenzione poiché, a detta di Ankara, il documento concede diritti significativi ai territori insulari, la quale invece rivendica diritti basati sulla propria piattaforma continentale, una prospettiva che limita gravemente i diritti ciprioti.

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Mariela Langone

di Redazione

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