Malta: 65 migranti positivi al coronavirus

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 17:24 in Immigrazione Malta

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Il Ministero della Salute di Malta ha dichiarato che 65 dei 94 migranti recuperati in mare il 27 luglio sono risultati positivi al coronavirus. Si tratta del più grande focolaio di casi registrato sull’isola da quando è stato individuato il primo paziente infetto, il 7 marzo. Lannuncio, rilasciato giovedì 29 luglio, specifica che almeno 20 sono i migranti risultati negativi al Covid-19, mentre di 9 si attendono ancora i risultati.

Le autorità maltesi non hanno fornito nessun dettaglio specifico sulle condizioni di salute dei positivi. Si ritiene che la maggior parte dei migranti provenga da Eritrea, Marocco e Sudan. Tutti sono partiti dalla Libia a bordo di un gommone sovraffollato e sono stati recuperati, dopo 30 ore in mare aperto, dalle Forze Armate di Malta. Il servizio telefonico di salvataggio nel Mediterraneo, Alarm Phone, che per primo ha individuato limbarcazione, ha condannato latteggiamento della Valletta, ritenuto poco collaborativo, e ha accusato le autorità maltesi di ignorare le chiamate di soccorso, mettendo deliberatamente in pericolo la vita delle persone in mare.

“I migranti che arrivano in barca vengono immediatamente messi in quarantena per 14 giorni e sottoposti ai dovuti test. Quelli positivi continueranno ad essere isolati e il resto del gruppo rimarrà in quarantena”, ha dichiarato il Ministero, illustrando le procedure normalmente eseguite dalle autorità. “Questo gruppo è arrivato a Malta in blocco ed è stato in contatto con pochissime altre persone prima di essere sottoposto ai tamponi”, ha aggiunto. Le dichiarazioni del Ministero hanno cercato di rassicurare i cittadini maltesi convincendoli del fatto che il rischio di contagio per loro sia molto basso. Tuttavia, la scoperta dei migranti positivi al virus potrebbe rafforzare le preoccupazioni delle autorità e portarle a pensare che un improvviso aumento dei nuovi arrivi metta in pericolo gli sforzi locali per arginare linfezione. Il numero totale di casi di coronavirus sullisola si aggira attualmente intorno alle 720 persone. Nove di queste sono morte in seguito alla malattia.

Il ministro degli Esteri maltese, Evarist Bartolo, ha dichiarato, a fine giugno, che quest’anno si è registrato un aumento quadruplo del numero di attraversamenti dalla Libia verso l’Europa, il che ha comportato un totale di arrivi sull’isola pari a circa 1.700 persone, nei primi quattro mesi del 2020. Questi numeri rappresentano, da soli, la metà degli arrivi del 2019 e, se si considera che circa 2.000 migranti sono stati bloccati nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera Libica, si presume che gli sbarchi effettivi su Malta avrebbero potuto sfiorare le 4.000 unità.

Il 28 maggio, Tripoli e La Valletta hanno firmato un protocollo di intesa volto a favorire unapiù stretta collaborazione in materia di immigrazione. In particolare, le due parti si sono impegnate a creare centri di coordinamento in entrambi i Paesi per combattere il traffico di esseri umani e l’immigrazione clandestina. Il premier del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fayez al-Sarraj, ha accolto con favore il sostegno maltese e ha affermato di voler rafforzare la cooperazione tra i due Stati anche in altri settori.

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Chiara Gentili

di Redazione