Libia: fregata tedesca si unirà all’operazione Irini

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 10:10 in Germania Libia

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La Germania invierà una fregata per sostenere l’operazione Irini, la missione navale dell’UE nel Mar Mediterraneo volta a far rispettare l’embargo delle Nazioni Unite sulle armi nei confronti della Libia. 

È quanto ha riferito l’agenzia di stampa tedesca dpa, ripresa dal quotidiano ellenico Ekathimerini il 29 luglio. Secondo il rapporto, a bordo della fregata di classe Sachsen ci saranno 250 soldati, e la nave dovrebbe arrivare nell’area mediterranea a metà agosto.

Già lo scorso 20 maggio, il ministro di Stato tedesco, Niels Annen, ha ribadito al sito The National l’impegno della Germania per la missione europea, un prodotto della Conferenza di Berlino, svoltasi il 19 gennaio 2020. “La Germania sta già contribuendo con un aereo di pattuglia marittima così come le posizioni nel quartier generale dell’operazione”, ha rivelato il ministro. “Stiamo progettando di fornire risorse navali entro agosto 2020. Questo sottolinea l’alto sostegno politico del nostro governo a Irini e al processo di pace libico”, ha aggiunto Annen.

Il ministro ha altresì sottolineato di essere “molto felice” che l’UE ha lanciato Irini in “soli due mesi” dopo la Conferenza. Nello specifico, la missione è entrata in azione il primo aprile 2020, dopo che il Consiglio europeo ha formalmente adottato la decisione per il suo lancio, lo scorso 31 marzo. L’Unione ha evidenziato che si tratta di una missione aerea e navale, attiva nel Mediterraneo orientale, volta a far rispettare l’embargo in Libia e a fermare il traffico di armi. Irini ha sostituito la vecchia operazione Sophia, il cui mandato è scaduto proprio a fine marzo. A differenza di quest’ultima, concentrata sulla lotta alla tratta di migranti, Irini si occupa quasi esclusivamente delle violazioni all’embargo sulle armi in Libia, istituito dall’ONU il 26 febbraio del 2011.

La missione, guidata dal comandante italiano Fabio Agostini, si avvale di navi e mezzi aerei e satellitari e può condurre ispezioni in alto mare, al largo della Libia, su imbarcazioni sospettate di trasportare armi o materiale similare, secondo quanto stabilito anche dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tra i compiti secondari di Irini, sono compresi il monitoraggio e la raccolta di informazioni sull’export illegale di petrolio, il supporto alle operazioni e il contributo all’addestramento della Guardia Costiera libica e ai militari della Marina, nonché il sostegno allo smantellamento delle reti di trafficanti. La durata della missione è stata momentaneamente fissata a un anno, fino al 31 marzo 2021.  

Annen ha inoltre affermato che la Germania, in futuro, cercherà di utilizzare più opzioni per rafforzare l’embargo. “Stiamo ancora esplorando opzioni per fare ancora di più, per esempio nel nostro ruolo di presidente del Comitato delle Sanzioni delle Nazioni Unite”, ha dichiarato il ministro.

Nel quadro della crisi libica, Berlino si è posta come uno dei principali promotori di una soluzione politica.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato vi è il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e guidato dal premier Fayez al-Sarraj, il quale rappresenta l’unico esecutivo riconosciuto dall’Onu. In particolare, i suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato vi è il governo di Tobruk del generale Khalifa Haftar, appoggiato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia.

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Mariela Langone

di Redazione

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