Dispute territoriali Cina-Giappone: gli USA potrebbero intervenire

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 12:59 in Cina Giappone

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Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha ribadito la sovranità cinese sulle isole Diaoyu, contese con il Giappone, e ha respinto le accuse americane di intrusione nelle acque ad esse circostanti, invitando tutte le parti a mantenere la stabilità regionale, dopo che gli USA hanno accennato alla possibilità di aiutare militarmente il Giappone, il 29 luglio. Parallelamente, Tokyo ha però denunciato una crescente pressione sui cieli sovrastanti le isole posta proprio da Pechino.

Nella stessa giornata delle dichiarazioni di Wang, il comandante delle Forze armate statunitensi stazionate in Giappone (USFJ), il generale Kevin Schneider, ha affermato che il corpo militare americano potrebbe aiutare Tokyo a monitorare le crescenti intrusioni cinesi nelle acque che cingono le isole nel Mar Cinese Orientale controllate dal Giappone e rivendicate anche dalla Cina, ossia le Diaoyu, chiamate dai giapponesi Senkaku. L’annuncio è avvenuto in concomitanza con l’inizio della stagione di pesca in tali acque, dove ci si aspetta una maggiore presenza di navi cinesi. Sebbene gli USA non abbiano preso una posizione in merito alla disputa di sovranità tra Pechino e Tokyo riguardo le isole contese, tuttavia hanno ribadito che aiuterebbero l’alleato giapponese a difendersi da qualsiasi tipo di attacco. Washington è legata a Tokyo dal Trattato di mutua cooperazione e sicurezza del 19 gennaio 1960, il quale prevede che nel caso in cui una delle due venisse attaccata all’interno dei territori amministrati dal Giappone, l’altra dovrebbe intervenire.  

Sempre il 29 luglio, il tenente colonnello dell’aviazione giapponese Takamichi Shirota ha rilasciato un’intervista alla CNN, in cui ha denunciato la crescente minaccia cinese nei cieli sovrastanti le Diaoyu/Senkaku. Stando a quanto dichiarato, i piloti giapponesi intervengono almeno due volte al giorno su allarmi di intrusioni nello spazio aereo giapponese, il 70% delle quali avviene nella zona Sud-Ovest, che include le isole contese con la Cina e Okinawa, dove ha sede la base aerea americana Kadena. Quest’ultima è definita dagli USA la “chiave di volta del Pacifico” ed è di strategica importanza per i voli americani sul Mar Cinese Meridionale.

Tuttavia, nonostante dal primo aprile 2019 al 31 marzo 2020 i jet giapponesi abbiano monitorato 675 delle 917 operazioni aeree cinesi all’interno della propria Zona di identificazione di difesa aerea, nessuna di queste ha infranto la legge internazionale entrando entro le 12 miglia del limite territoriale. Secondo un analista del Griffith Asia Institute ed ex-pilota dell’aviazione australiana, Peter Layton, Pechino starebbe mettendo alla prova Tokyo, cercando di logorare la marina e l’aviazione giapponesi e di ribadire quotidianamente la propria sovranità sulle isole. Da parte loro, i giapponesi rispondono ad ogni provocazione aerea per affermare la propria determinazione rispetto alla disputa territoriale. Ad oggi, i jet giapponesi si alzano in volo ogni qualvolta un aereo dalla Cina continentale fa rotta per le Senkaku/Diaoyu anziché aspettare che entrino nello spazio aereo giapponese. La crescente minaccia cinese sulle isole è stata ribadita anche nel libro bianco sulla Difesa del 2020, pubblicato il

L’ultimo momento di tensioni diplomatiche legate alle Diaoyu/Senkaku risale allo scorso 22 giugno, quando il Giappone aveva cambiato il loro status amministrativo. Pechino aveva criticato la mossa giapponese e la sua Guardia costiera era rimasta nei pressi delle isole, dove era già presente da 70 giorni. Al momento, i giapponesi stanno eseguendo pattugliamenti aerei sopra le Senkaku-Diaoyu ogni giorno. In tali cieli, dal 2013, Pechino aveva creato una zona di identificazione di difesa aerea che, però, si sovrappone a quella giapponese. La RPC dal 2019 ha poi ricollocato la base aerea di partenza degli aerei da combattimento j-11 nella provincia di Fujian, consentendo loro di poter arrivare in loco nell’arco di venti minuti, anticipando di cinque minuti il tempo di percorrenza dei jet F-15 giapponesi che partono dall’isola Okinawa.

Le isole Senkaku/Diaoyu sono formate da un gruppo di 5 isolotti disabitati e 3 scogli rocciosi e coprono un’area di 7 km2, nel Mar Cinese Orientale tra le isole di Okinawa e Taiwan. Nel 1969, la Commissione economica e sociale per l’Asia e il Pacifico dell’Onu aveva rivelato che l’area tra Taiwan e Okinawa sarebbe potuta diventare una delle future regioni petrolifere del mondo. Tali giacenze, hanno grande rilevanza sia per la RPC sia per il Giappone che sono tra i maggiori importatori al mondo di carburanti fossili. Oltre a questo le Senkaku/Diaoyu sono circondate da acque interessanti per il settore ittico e per posizione intercettano importanti rotte commerciali sfruttate da RPC, Giappone e Corea del Sud per le importazioni energetiche. Oltre a Pechino e Tokyo, anche Taipei rivendica la loro sovranità.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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