Coronavirus: Johnson avverte l’Europa sull’inizio di una seconda ondata, nuove restrizioni per i viaggi

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 9:14 in Europa UK

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I cittadini inglesi che viaggeranno in Belgio, Lussemburgo e Croazia dovranno rispettare, al loro ritorno, un periodo di quarantena di 14 giorni, mentre il governo del Regno Unito cerca di frenare l’aumento dei casi di coronavirus, gradualmente in crescita in Europa.

È quanto riferito dal Times, il 28 luglio, il quale ha altresì riportato le parole del primo ministro britannico, Boris Johnson, secondo cui il continente sta iniziando ad essere colpita da una seconda ondata della pandemia di Covid-19.

A tal proposito, a detta di Johnson, i ministri di Londra sono preparati “a prendere azioni dove è necessario” nel corso dell’estate. La quarantena per gli arrivi dal Lussemburgo e dal Belgio potrebbe iniziare già dal 29 luglio. Per quanto riguarda la Croazia, i ministri stanno “tenendo d’occhio” la situazione, ma non sono attese restrizioni nell’immediato.

Almeno 11 Paesi europei in cui è possibile viaggiare senza quarantena hanno registrato un aumento dei contagi negli ultimi giorni, con alcuni che hanno raggiunto tassi di infezione più elevati rispetto alla Gran Bretagna.

“Cerchiamo di essere assolutamente chiari su ciò che sta accadendo in Europa. Tra alcuni dei nostri amici europei, temo che stiate iniziando a vedere in alcuni punti i segni di una seconda ondata di pandemia”, ha affermato il primo ministro inglese.

“È fondamentale che quando le persone tornano dall’estero, se ritornano da un posto dove temo ci sia un’altra epidemia, vadano in quarantena. Questo è il motivo per cui abbiamo preso l’azione che abbiamo e continueremo, per tutta l’estate, a prendere tale azione dove è necessario”, ha sostenuto Johnson.

Il numero di nuove infezioni in Gran Bretagna è aumentato di circa un terzo in una sola settimana, raggiungendo 581 casi, il livello più alto da tre settimane.

Secondo il ministro dei Trasporti, Charlotte Vere, Londra potrebbe iniziare ad adottare un approccio regionale alla quarantena, in segno di evidente divisione all’interno del governo sulla linea da seguire. “Per il momento stiamo adottando l’approccio per Paese per le misure di frontiera, ma potrebbe essere il caso di metterle in atto per regioni in futuro”, ha dichiarato Vere alla Camera dei Lord.

Nella serata del 28 luglio è stato riferito che Johnson teme che una seconda ondata di coronavirus possa iniziare presto nel Regno Unito. “Il primo ministro è estremamente preoccupato per quello che vede all’estero e teme che potremmo vedere la stessa cosa qui tra due settimane”, ha rivelato una fonte di Downing Street.

I cittadini inglesi sono stati autorizzati a viaggiare in Lussemburgo, anche se ha il più alto tasso di infezioni da Covid-19 in Europa. In Gran Bretagna il tasso è di 15 per 100.000 persone negli ultimi 14 giorni, rispetto ai 222 per 100.000 in Lussemburgo. In Belgio un aumento ha portato il tasso a 29,1 per 100.000.

I ministri di Londra sono altresì preoccupati per la Croazia, una destinazione molto popolare nel Regno Unito, che ha riportato 27 casi ogni 100.000 persone. Parallelamente, è stato reso noto che le isole portoghesi di Madera e delle Azzorre non sarebbero state aggiunte all’elenco di quarantena insieme alle isole spagnole.

In tale scenario, il settore del turismo teme che altri Paesi aggiunti alla lista del governo di Londra “spaventeranno” i britannici a non viaggiare quest’estate. “Il rischio diventerà troppo grande”, ha spiegato una fonte. “Le persone non viaggeranno, né prenoteranno, se temono che la quarantena al ritorno sarà imposta mentre sono via”, ha sottolineato.

Da parte loro, il 27 luglio, i capi del turismo croato hanno insistito sul fatto che la nazione sia “ancora estremamente sicuro” e che sono state intensificate le restrizioni dopo un aumento dei casi guidati da “tornei, grandi matrimoni e simili riunioni di famiglia”.

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Mariela Langone

di Redazione

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