Cipro: le reazioni contrastanti dopo il rinnovo della missione di pace dell’Onu

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 16:21 in Cipro Turchia

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato all’unanimità, il 28 luglio, una nuova risoluzione che prevede il rinnovo del mandato dell’unità di peacekeeping dell’Onu a Cipro (UNFICYP) per altri sei mesi, suscitando reazioni contrastanti.

Secondo l’agenzia stampa cipriota Kathimerini, la quale ha ripreso una dichiarazione del Ministero degli Esteri della Repubblica, Nicosia ha accolto con favore il rinnovo unanime, con l’ambasciatore delle Nazioni Unite, Andreas Mavroyiannis, che ha espresso la soddisfazione del governo. “La situazione sul campo, e le sfide sempre crescenti, dimostrano che l’unità è indispensabile. Questo è il motivo per cui, come Paese ospitante, abbiamo dato il nostro consenso per il rinnovo del mandato”, ha affermato Mavroyiannis.

Dal canto opposto, i funzionari turco-ciprioti hanno contestato il rinnovo, descritto come parte delle “tensioni e vicoli ciechi” nella questione di Nicosia, compresa quella relativa alle risorse naturali nelle acque cipriote e nel Mediterraneo orientale.

A riguardo, il Ministero degli Esteri di Ankara ha rilasciato una dichiarazione a sostegno dei turco-ciprioti nel Nord della Repubblica, sostenendo che la risoluzione adottata è “contro le regole e i principi stessi dell’Onu, in quanto il consenso dei turco-cipriota, ancora una volta, non è stato ricercato per quanto riguarda la presenza di UNFICYP sull’isola”.

Come i precedenti rinnovi del mandato, l’ultima risoluzione esorta tutte le parti coinvolte a rinnovare il proprio impegno verso una soluzione politica sotto l’egida delle Nazioni Unite. In aggiunta, sono state espresse nuove preoccupazioni nel Sud per un riferimento alla cooperazione militare tra greco-cipriota e turco-cipriota, con l’ex-presidente della Camera di Nicosia, Yiannakis Omirou, il quale ha ribadito che quella attuale è una “disposizione estremamente pericolosa”. “Una cosa del genere altererebbe e distorcerebbe l’essenza del problema di Cipro, che è una questione di invasione turca e non conflitto tra greco-ciprioti e turco-ciprioti”, ha sottolineato Omirou. La risoluzione chiede la “creazione di un meccanismo efficace per i contatti militari diretti tra le parti coinvolte”, uno sforzo che l’ex-presidente della Camera ha attribuito all’inviato speciale dell’Onu, Elizabeth Spehar.

Da parte loro, i greco-ciprioti hanno rifiutato la cooperazione diretta, ovvero la collaborazione senza il coinvolgimento delle Nazioni Unite, adducendo implicazioni giuridiche. Anche una dichiarazione del Ministero degli Esteri di Ankara, citando l’ultimo rapporto del Segretario Generale dell’Onu sulla missione di peacekeeping, ha sostenuto che “il danno fondamentale per l’istituzione di una cooperazione efficace tra le due parti è la preoccupazione della parte greco-cipriota per il riconoscimento, in altre parole, l’accettazione della parte turco-cipriota come partner paritario”.

Ancora oggi, Cipro è divisa in un governo turco-cipriota nel Nord, e l’amministrazione greco-cipriota nel Sud, dopo un colpo di stato militare del 1974 volto alla sua annessione da parte della Grecia. In tale quadro, la Turchia è intervenuta militarmente per fermare le persecuzioni e le violenze contro i turco-ciprioti da parte degli ultra-nazionalisti greco-ciprioti.

Negli ultimi anni, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha posto sempre più l’accento sulla questione dei contatti intercomunali diretti tra le parti cipriote.

L’unità UNFICYP, composta da personale militare e civile proveniente da vari Paesi contributori, è stata impiegata a Cipro per la prima volta nel marzo 1964, a seguito di combattimenti intercomunali. Da allora, è stata rinnovata ogni sei mesi, con l’ultimo mandato che scadrà il 31 gennaio 2021.

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Mariela Langone

di Redazione

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