Bolivia: sostenitori di Morales in piazza

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 9:01 in America Latina Bolivia

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Migliaia di persone provenienti da diverse parti della Bolivia hanno marciato martedì 28 luglio nel comune di El Alto, adiacente alla capitale La Paz, contro il rinvio delle elezioni ordinate la scorsa settimana dal Tribunale elettorale. Piccole mobilitazioni sono state realizzate anche in altre città del paese. “Elezioni ora”, “democrazia, sì; dittatura, no” e “Fuori Áñez” sono gli slogan cantati dai manifestanti convocati dalla Centrale dei lavoratori boliviani e dal Patto di unità, la coalizione di sindacati affiliati al Movimento per il socialismo (MAS), il partito dell’ex presidente Evo Morales.

Il governo ad interim guidato da Jeanine Áñez ha descritto le proteste come “modeste”, ma allo stesso tempo le condanna e le considera come una specie di attacco biologico da parte degli agricoltori favorevoli al MAS contro la popolazione urbana. “Non hanno partecipato a una marcia, ma sono venuti dalla Chapare per infettare il popolo di La Paz e El Alto” – ha dichiarato il ministro della Difesa Fernando López. Sulla stessa linea il ministro dell’interno, Arturo Murillo, che ha riferito che le forze di polizia stavano cercando “da cinque a dieci persone altamente sospettate di positività al covid-19” che erano arrivate da Chapare, la regione boliviana dei coltivatori di coca.

Questi messaggi sono stati accolti favorevolmente sui social media da parte della classe media urbana, che ha espresso il suo ripudio per “l’irresponsabilità e la crudeltà” dei leader del MAS per aver indetto raduni di massa in un momento in cui il paese è in serie difficoltà per via della pandemia che ha già causato oltre 2.500 morti. Con lo stesso argomento, il governo ha chiesto alla Procura di perseguire il candidato alla presidenza del MAS, Luis Arce , per “danno alla salute”, un reato punibile con un massimo di otto anni di carcere. Il candidato, tuttavia, non risulta nell’elenco degli organizzatori delle marce. Arce viene anche perseguito per una delle sue azioni come ministro dell’Economia durante il governo di Evo Morales. Inoltre, la permanenza del MAS nella corsa elettorale dipende da come la Corte elettorale risolverà la richiesta di squalifica presentata contro questo partito per aver pubblicato sondaggi, un’attività vietata dalla legge elettorale.

Il MAS ha accusato il governo di “criminalizzare le proteste sociali” e ha assicurato che la lotta per “recuperare la democrazia” è abbastanza importante da correre rischi che, d’altra parte, i settori popolari della popolazione affrontano comunque. “La maggior parte dei boliviani non può rimanere a casa se vuole mangiare e deve uscire per pendenze burocratiche o per ricevere lo stipendio” – spiega la formazione socialista.

Il sistema sanitario boliviano e i servizi funebri sono al collasso, per l’alto numero di malati di covid-19 e per conflitti amministrativi interni. Alcuni servizi di base, come la fornitura di gas liquido a La Paz e El Alto, hanno smesso di funzionare per gli stessi motivi. Inoltre, sebbene la presidente ad interim sia guarita dalla malattia, diversi ministri, governatori e sindaci sono ancora isolati o hanno appena annunciato di aver contratto il virus.

In Bolivia mancano i respiratori e le medicine di base per il covid-19, come l’azitromicina e il desametasone. Il numero di morti inspiegabili fuori dagli ospedali continua ad aumentare. La stima è che l’80% di questi decessi siano causati da coronavirus. Gli infetti sono, secondo i dati ufficiali, quasi 70.000, ma le carenze nello schema di rilevamento fanno sì che i casi reali siano probabilmente molto più numerosi, poiché i test diagnostici giornalieri disponibili sono generalmente più bassi – a volte molto più bassi – della domanda esistente. Inoltre la Bolivia ha il minor numero di letti in unità di terapia intensiva in rapporto alla popolazione di tutto il continente americano.

Tenendo conto di questi eventi, ma anche sotto la pressione delle forze politiche contrarie a tenere le elezioni quest’anno, il Tribunale elettorale ha rinviato la data dal 6 settembre al 18 ottobre, assicurando che sarà quella definitiva. In risposta, il MAS e i sindacati hanno deciso di organizzare le marce per fare pressione sull’autorità elettorale. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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