Afghanistan: i talebani annunciano un cessate il fuoco temporaneo

Pubblicato il 29 luglio 2020 alle 10:46 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno annunciato un cessate il fuoco di 3 giorni durante la festività dell’Eid al-Adha, a partire da venerdì 31 luglio. Intanto, continuano le violenze. 

Il gruppo ha chiesto ai suoi combattenti di evitare di attaccare le forze afghane e di non entrare in aree controllate dal governo. Si tratta del terzo cessate il fuoco nel Paese da giugno 2019, quando il gruppo ha annunciato una tregua di 3 giorni, sempre durante le festività islamiche dell’Eid. Le dichiarazioni dei talebani, rilasciate il 28 luglio, fanno riferimento ai negoziati intra-afgani. Tuttavia, i militanti hanno ribadito che questi non inizieranno fino al completamento di uno scambio di prigionieri da parte del governo afgano e dei talebani. Questo è stato citato nell’accordo come misura di rafforzamento della fiducia che aprirebbe la strada ai negoziati. Finora il governo ha rilasciato oltre 5.400 combattenti talebani mentre i talebani hanno rilasciato oltre 800 forze di sicurezza afghane detenute dal gruppo. 

La violenza è rimasta elevata negli ultimi due mesi in mezzo agli sforzi di pace da parte del governo afgano e dei suoi alleati internazionali. Il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, il 27 luglio, ha dichiarato che 3.560 membri delle forze di Difesa e Sicurezza Nazionale Afgana (ANDSF) e 775 civili sono stati uccisi e 6.781 membri dell’ANDSF e 1.609 civili sono stati feriti , tra il 29 febbraio e il 21 luglio. In tale contesto, il governo accoglie con favore l’annuncio del cessate il fuoco dei talebani, secondo il portavoce presidenziale Sediq Sediqqi. “L’annuncio è un passo fondamentale, ma il popolo afghano desidera un cessate il fuoco duraturo e l’inizio di colloqui di pace diretti tra la Repubblica Islamica dell’Afghanistan e i talebani”, ha aggiunto. Sediqqi ha poi sottolineato che il presidente Ghani ha ordinato alle forze afghane di osservare il cessate il fuoco di 3 giorni e di evitare qualsiasi operazione contro i talebani “a meno che non sia necessario all’autodifesa”. 

Nonostante gli sforzi diplomatici interni e regionali, l’Afghanistan continua ad essere sconvolto da violenze quotidiane. I talebani sono un’organizzazione che si era affermata come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Nel 2001, le truppe statunitensi si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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