Mediterraneo orientale: la Turchia potrebbe sospendere le esplorazioni per tenere colloqui con la Grecia

Pubblicato il 28 luglio 2020 alle 12:07 in Grecia Turchia

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La Turchia potrebbe sospendere le operazioni di esplorazione energetica nel Mediterraneo orientale per qualche tempo, in attesa di colloqui con la Grecia.

È quanto ha riferito il portavoce presidenziale di Ankara, Ibrahim Kalin, il 28 luglio. In un’intervista con l’emittente CNN Turk ripresa dal quotidiano ellenico Ekathimerini, Kalin ha affermato che il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha chiesto di mettere le operazioni in attesa, al fine di adottare un approccio costruttivo durante i negoziati.

Le tensioni di lunga data tra i due Paesi si sono acuite il 21 luglio, dopo che la marina di Ankara ha emesso un Navtex nel quale annunciava indagini sismiche a Sud e a Est dell’isola greca di Kastellorizo, dal 21 luglio al 2 agosto, con la nave Oruc Reis. In risposta, il 22 luglio, la Grecia ha emesso un avviso analogo, rivelando che una “stazione non autorizzata” ha trasmesso un Navtex nell’area di servizio di Atene, “riferendosi ad attività non autorizzate e illegali in un’area che si sovrappone alla piattaforma continentale greca”.

Tuttavia, il 24 luglio, citando un consulente nazionale di sicurezza del primo ministro della Grecia, Alexis Diakopoulos, Ekathimerini ha sostenuto che le tensioni nel Mediterraneo orientale sono “in direzione di de-escalation”.

A tal riguardo, il 27 luglio, la Grecia ha rivelato che le navi della marina turca hanno lasciato l’area al largo dell’isola Sud-orientale di Kastellorizo ma, ciò nonostante, le forze armate di Atene restano ancora in allerta.

Diversi attori mondiali sono intervenuti nella disputa tra le due nazioni, al fine di promuovere una de-escalation nel Mediterraneo orientale. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha esortato la Turchia ad astenersi da qualsiasi piano di trivellazione che solleverà le tensioni nella regione. Il 21 luglio, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, è intervenuto nella vicenda a sostegno di Atene, e ha chiesto ad Ankara di smettere di trivellare risorse naturali nel Mediterraneo orientale, se questa vuole mantenere i progressi nelle relazioni con l’Unione Europea. Inoltre, durante una telefonata del 23 luglio, anche l’Alto rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE, Josep Borrell, ha concordato con il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, sulla necessità di una de-escalation nella regione.

Le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver danneggiato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inseriscono i sorvoli non autorizzati dei caccia turchi nello spazio aereo della Grecia e la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale. I rapporti si sono ulteriormente incrinati quando, lo scorso 30 maggio, Ankara, in virtù del Memorandum siglato con la Libia, aveva pubblicato in Gazzetta ufficiale i 24 blocchi per cui la compagnia petrolifera di Stato turca, la TPAO, aveva richiesto la licenza per avviare le esplorazioni energetiche. Insieme al disegno delle aree di competenza, in Gazzetta è stata inserita anche la richiesta da parte ella TPAO di condurre esplorazioni in tutti i blocchi occidentali della mappa, i quali si trovano nei pressi delle isole della Grecia. La pubblicazione dei blocchi in Gazzetta ufficiale confermava le intenzioni della Turchia di portare avanti l’implementazione dell’accordo siglato lo scorso 27 novembre con la Libia, nonostante le Nazioni Unite non abbiano ancora approvato i confini marittimi decisi dai due Paesi.       

In tale quadro, Atene ha dichiarato di ritenere evidenti le intenzioni di Ankara di sfidare la propria sovranità territoriale nelle acque delle isole greche. Da parte sua, invece, la Turchia ha ribadito che le aree per cui la compagnia petrolifera di Stato ha richiesto la licenza di esplorazione fanno parte della piattaforma continentale turca definita dalle Nazioni Unite.      

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Mariela Langone

di Redazione

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