Malta recupera 95 migranti in mare, criticata per i ritardi nei soccorsi

Pubblicato il 28 luglio 2020 alle 13:44 in Immigrazione Malta

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Un barcone con circa 95 migranti a bordo è stato recuperato dalle Forze Armate di Malta, lunedì 27 luglio, dopo essere entrato nella zona di ricerca e soccorso (SAR) dellisola. Limbarcazione, sovraffollata e in difficoltà, era stata individuata, tra sabato 25 e domenica 26 luglio, dal servizio telefonico di salvataggio nel Mediterraneo, Alarm Phone, il quale aveva avvisato sia le autorità maltesi che quelle italiane. Abbiamo sentito la gente dire: Stiamo davvero morendo! Stiamo annegando. Che cosa stanno aspettando? Che moriamo?”, ha riferito la ONG sul suo account Twitter.

Alarm Phone ha più volte criticato la mancanza di comunicazione e la scarsa disponibilità mostrata dalle autorità maltesi e ha affermato che la maggior parte delle chiamate e delle e-mail inviate a La Valletta rimangono senza risposta. Lorganizzazione ha anche accusato le Forze Armate di Malta di “riattaccare il telefono” quando ricevono richieste di soccorso. Abbiamo avvertito le autorità circa 33 ore fa e ancora non cè nessuno nellarea. Unimbarcazione mercantile sta monitorando la situazione ma non sta fornendo assistenza, aveva dichiarato Alarm Phone nella giornata di domenica, aggiungendo: Quanto ancora le persone dovranno essere lasciate soffrire e a rischio di annegare? Quanto possono sopravvivere?. Più tardi, dopo il salvataggio, lONG è tornata ad esprimere la sua disapprovazione rispetto al comportamento di Malta e ha scritto su Twitter: Le oltre 33 ore di mancata assistenza da parte de La Valletta sono scioccanti. Condanniamo questi ritardi sistematici nei termini più forti. I migranti salvati sono stati per il momento trasferiti in una base militare vicino alla capitale, dove dovrebbero trascorrere il periodo di quarantena previsto dalle misure anti-coronavirus.

Il 17 luglio, una motovedetta maltese ha recuperato in mare un altro gruppo di 63 migranti e li ha portati sullisola. Uno di loro si è successivamente rivelato positivo al COVID-19 e le autorità mediche hanno deciso di mettere l’intero gruppo in quarantena obbligatoria.

Il ministro degli Esteri maltese, Evarist Bartolo, ha dichiarato, a fine giugno, che quest’anno si è registrato un aumento quadruplo del numero di attraversamenti dalla Libia verso l’Europa, il che ha comportato un totale di arrivi sull’isola pari a circa 1.700 persone, nei primi quattro mesi del 2020. Questi numeri rappresentano, da soli, la metà degli arrivi del 2019 e, se si considera che circa 2.000 migranti sono stati bloccati nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera Libica, si presume che gli sbarchi effettivi su Malta avrebbero potuto sfiorare le 4.000 unità.

Il 28 maggio, Tripoli e La Valletta hanno firmato un protocollo di intesa volto a favorire unapiù stretta collaborazione in materia di immigrazione. In particolare, le due parti si sono impegnate a creare centri di coordinamento in entrambi i Paesi per combattere il traffico di esseri umani e l’immigrazione clandestina. Il premier del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, Fayez al-Sarraj, ha accolto con favore il sostegno maltese e ha affermato di voler rafforzare la cooperazione tra i due Stati anche in altri settori.

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Chiara Gentili

di Redazione

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