Londra monitora la situazione coronavirus in Francia e Germania dopo la quarantena per Madrid

Pubblicato il 28 luglio 2020 alle 9:45 in Europa UK

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La Gran Bretagna sta osservando attentamente l’aumento dei casi di coronavirus in altre destinazioni europee come la Francia e la Germania, dopo aver imposto una quarantena di 14 giorni per i viaggiatori provenienti dalla Spagna nella sera del 25 luglio.

La decisione britannica, trapelata in vista di un annuncio ufficiale del 26 luglio, ha ostacolato i piani di centinaia di migliaia di turisti inglesi, e ha sollevato lo spettro di nuove restrizioni nei confronti di più Paesi.

“Dobbiamo tenere la situazione sotto controllo e penso che sia quello che il pubblico si aspetterebbe da noi”, ha risposto a Sky News il ministro della Sanità di Londra, Helen Whately, alla domanda se Germania e Francia potrebbero essere prossime a misure di quarantena.

“Se vediamo i tassi salire in un Paese in cui al momento non c’è bisogno di quarantena, dovremmo agire perché non possiamo prendere il rischio che il coronavirus si  diffonda nuovamente in tutto il Regno Unito”, ha spiegato il ministro.

In Europa, la scorsa settimana, la Russia ha segnalato 40.762 nuovi casi, la Spagna 12.166, la Francia 5.858, il Regno Unito 4.662 e la Germania 3.932, secondo i dati della Johns Hopkins University.

In tale quadro, una seconda ondata di restrizioni di viaggio potrebbe danneggiare gravemente una serie di imprese turistiche europee.

Berlino, Parigi e Londra sono di gran lunga i maggiori promotori del turismo in Europa, con i voli in partenza soltanto dal Regno Unito alla Spagna, tra il 26 luglio e il 31 agosto, che ammontano a 9.835 .

A riguardo, la compagnia aerea e le quote di viaggio sono crollate. Il titolo di Easyjet è diminuito fino al 14%, la più grande percentuale infragiornaliera di caduta dallo scorso marzo, quando la rapida diffusione del virus ha costretto la compagnia a un quasi un blocco totale. Il proprietario della British Airways, IAG, è calato dell’8%, mentre la società di viaggi TUI dell’11%.

L’amministratore delegato del gruppo Ryanair, Michael O’Leary, ha affermato che la quarantena britannica è stata “una reazione esagerata e mal gestita”, e che la propria compagnia non intende ridurre la capacità di volo verso la Spagna. “Non ho dubbi che assisteremo ad altre epidemie localizzate e dobbiamo essere abbastanza flessibili da affrontarle nel corso delle prossime settimane e mesi”, ha commentato il direttore finanziario di Rayanair, Neil Sorahan, in un’intervista a Reuters in seguito alla pubblicazione dei risultati finanziari trimestrali.

Da parte sua, la Spagna, a lungo una delle mete preferite dei cittadini britannici, sostiene di essere una località sicura per i turisti, e sta cercando di convincere Londra ad escludere le isole Baleari e le Canarie dalla misura di quarantena.

“Per alcune delle isole, i tassi stanno salendo significativamente, inoltre ci sono movimenti di viaggio tra le isole e la terraferma, così abbiamo dovuto fare una politica chiara che dovrebbe proteggere al meglio il Regno Unito”, ha sottolineato Whately alla BBC.

Durante le ultime settimane, la Spagna ha assistito ad una crescente ripresa dei contagi da coronavirus, inducendo molte regioni a ripristinare regole preventive, quali l’utilizzo della mascherina ovunque e, in alcuni casi, l’obbligo di restare a casa. La maggior parte dei nuovi contagi ha colpito la regione della Catalogna e le aree circostanti e, per questo, l’imposizione della quarantena da parte di Londra su tutto il Paese ha destato numerose critiche e proteste.

Nel 2019, 1/5 dei visitatori stranieri in Spagna, la cui economia dipende dal turismo per il 12% del proprio PIL, sono stati inglesi, rappresentando la principale nazionalità di provenienza. Oltre a Londra, anche la Norvegia ha reimposto una quarantena di 10 giorni per chi rientra dalla Spagna, mentre la Francia ha consigliato alla popolazione di non recarsi in Catalogna, prendendo in considerazione anche la chiusura del confine.

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Mariela Langone

di Redazione

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