La Cina a colloquio con Pakistan, Nepal e Afghanistan

Pubblicato il 28 luglio 2020 alle 17:02 in Cina Nepal Pakistan

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha presieduto, il 27 luglio, una videoconferenza alla presenza del ministro dell’Economia pakistano, Makhdum Khusro Bakhtyar, e dei suoi omologhi afghano, Mohammad Haneef Atmar, nepalese, Pradeep Gyawali, e pakistano, Shah Mehmood Qureshi, organizzata dalla Cina. L’incontro è stato il primo dialogo intrattenuto contemporaneamente dai 4 Paesi e ha avuto come tema principale il coronavirus e la coordinazione degli sforzi per combatterlo. Tuttavia, alcuni analisti hanno affermato che si sia trattato di una provocazione nei confronti dell’India.

Durante l’incontro, Wang ha affermato che i quattro Paesi condividono pace e la sicurezza nella regione e durante la crisi determinata dal coronavirus, non solo hanno combattuto l’emergenza all’interno dei confini, ma si sono anche aiutati l’un l’altro, a dimostrazione delle positive relazioni esistenti. Wang ha aggiunto che la Cina intende portare avanti tali relazioni di cooperazione e sostegno reciproco, soprattutto nel contesto di emergenza sanitaria attuale. Il ministro cinese ha proposto di rafforzare la consapevolezza nella lotta al virus, portare avanti la cooperazione regionale in materia di prevenzione e controllo, aumentare la cooperazione nella lotta al virus e nella ricerca di vaccini, e promuovere le ripresa post-pandemia e lo sviluppo economico. Tutti e tre i Paesi ospiti hanno concordato con le proposte cinesi.

Il ministro dell’Economia pakistano ha voluto elogiare l’iniziativa delle Nuove Vie della Seta, un enorme progetto infrastrutturale lanciato nel 2013 dal presidente cinese, Xi Jinping, e del quale il Pakistan rappresenta uno dei principali partecipanti, soprattutto alla luce del rifiuto di Nuova Delhi di unirsi al progetto. Oltre a questo, parlando dell’emergenza coronavirus, Bakhtyar, ha lanciato un appello per la demilitarizzazione dei territori “occupati dall’India” nel Jammu e Kashmir per consentire ad esperti internazionali nel settore della salute di accedervi. Cina e Pakistan rivendicano porzioni diverse dello Stato sotto il controllo indiano del Kashmir, che dallo scorso 5 agosto 2019, si è visto revocare il proprio status speciale dal governo di Nuova Delhi, per ragioni di sicurezza, vedendosi evocata l’autonomia regionale. Tale mossa è stata criticata sia da Pechino sia da Islamabad. Le forze armate di quest’ultima hanno poi avuto più scontri con quelle di Nuova Delhi proprio nella regione del Kashmir, di cui amministrano aree diverse.

Secondo un professore della Manipal University in India, le ultime dichiarazioni di Bakhtyar potrebbero andare a peggiorare la già tesa situazione sino-indiana, visto che l’argomento è stato trattato ed acconsentito durante un incontro organizzato dalla Cina. Pechino sta cercando di aumentare la propria influenza nella regione del Sud Asia in un momento in cui le sue relazioni con l’India sono state messe in difficoltà da scontri avvenuti lungo la Linea di Controllo Effettivo (LAC), che funge da confine de facto tra i due Paesi. Le tensioni lungo il confine sino-indiano erano iniziate il 6 maggio scorso, per poi culminate il successivo 15 giugno, quando scontri fisici tra i rispettivi eserciti nella valle del Galwan avevano portato alla morte di almeno 20 soldati indiani.

Infine, anche il Nepal ha avuto recenti dispute territoriali con l’India. Lo scorso 13 giugno, il parlamento nepalese ha deciso di ridisegnare i propri confini  ai danni di Nuova Delhi, alla quale ha più volte chiesto un incontro risolutivo, senza, tuttavia, ricevere risposta. Gli scorsi 25 e 26 luglio, la polizia nepalese avrebbe poi ferito due contadini indiani, in seguito ad un loro tentativo di incursione nel territorio del Nepal. Quest’ultimo, dall’elezione del primo ministro, K.P. Sharma Oli, nel 2018, ha man mano consolidato i rapporti con Pechino a danni di Nuova Delhi

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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