Kashmir: appello allo sciopero generale il 5 agosto

Pubblicato il 28 luglio 2020 alle 17:40 in Asia India

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Il leader veterano del Kashmir, Syed Ali Geelani, ha esortato i militanti della regione a osservare uno sciopero generale il 5 agosto, il giorno in cui l’India ha revocato lo status speciale dalla regione. 

In una dichiarazione rilasciata il 27 luglio dal suo portavoce, Geelani ha affermato che tale giornata dovrebbe essere celebrata come un “giorno di sensibilizzazione” e che la diaspora del Kashmir dovrebbe essere ricordata con proteste fuori delle ambasciate indiane. “Gli abitanti del Kashmir non rinunceranno mai alla loro legittima lotta per i loro diritti”, si legge nella dichiarazione.

La dichiarazione del leader separatista del Kashmir è stata riferita dall’agenzia di stampa turca, Anadolu. Syed Ali Geelani si trova agli arresti domiciliari e non è autorizzato a parlare con i media. Il suo rappresentante con sede nella regione del Kashmir amministrata dal Pakistan, Abdullah Geelani, rilascia dichiarazioni per suo conto. Secondo l’attivista, “il governo fascista indiano” ha sollevato il velo e ha annesso con la forza il Kashmir. A questo punto, “le misure per convertire i musulmani in una minoranza sono in pieno svolgimento”. Data tale situazione, l’uomo ha esortato a diffondere la storia del Kashmir tra le giovani generazioni.

Il Kashmir è un’area a maggioranza musulmana, contesa tra l’India e il Pakistan. La zona è da decenni teatro di scontri, ma, a partire da agosto 2019, le tensioni si sono fatte sempre più accesse. In particolare, il 5 agosto scorso, il governo di Nuova Delhi ha deciso di abolire lo status speciale della parte indiana della regione, per ragioni di sicurezza, e ne ha ritirato l’autonomia dividendola in territori amministrati dall’India. Fino ad allora, la regione aveva avuto autonomia su tutte le questioni interne tranne la difesa, le comunicazioni e gli affari esteri. A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e dopo il blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste, con i manifestanti che lanciavano pietre contro i militari. Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha affermato che la situazione in Kashmir è “senza precedenti” nella recente storia della regione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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