Immigrazione: uccisi 3 migranti sudanesi riportati in Libia

Pubblicato il 28 luglio 2020 alle 19:22 in Immigrazione Libia

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Tre migranti sudanesi, intercettati in mare nei giorni scorsi e riportati in Libia insieme agli altri compagni, sono stati uccisi, nella notte di lunedì 27 luglio, a Khums, una località a Est di Tripoli, in una sparatoria avvenuta mentre veniva effettuato lo sbarco. Altri 5 migranti sono rimasti feriti. La notizia è stata diffusa dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), la quale ha specificato che “le autorità locali hanno iniziato a sparare nel momento in cui alcuni migranti, scesi da poco a terra, avevano cercato di darsi alla fuga”. I feriti sono stati portati negli ospedali della zona, mentre la maggior parte dei sopravvissuti è stata trasferita nei centri di detenzione.

Il capo missione dell’IOM in Libia, Federico Soda, commentando la vicenda, ha affermato: “L’utilizzo di una violenza eccessiva ha causato ancora una volta delle morti senza senso, in un contesto caratterizzato da una mancanza di iniziative pratiche volte a cambiare un sistema che spesso non è in grado di assicurare alcun tipo di protezione”. L’Organizzazione ha poi ribadito che la Libia non può essere considerato un porto sicuro e che le sofferenze patite dai migranti rinchiusi nei centri di detenzione e non solo sono “intollerabili”. “È necessario mettere in atto un sistema alternativo che permetta alle persone soccorse o intercettate in mare di essere portate in porti sicuri. È altresì necessario che ci sia una maggiore solidarietà tra gli Stati europei e gli Stati mediterranei che si trovano in prima linea”, ha sottolineato una nota dell’IOM, lanciando un appello all’UE.

Dall’inizio del 2020, sono stati 6.518 i migranti soccorsi in mare e riportati indietro dalla Guardia Costiera libica. Per la maggior parte si è trattato di uomini. Le donne sono state 462, mentre i minori 340, di cui 84 bambine. Rispettivamente, in tutto il 2019, le operazioni di recupero dei migranti effettuate dalle autorità libiche avevano riportato indietro circa 9.225 persone. Nei primi sette mesi di quest’anno, gli annegamenti sulla rotta del Mediterraneo centrale sono stati 101, mentre circa 168 sono i migranti che risultano dispersi. In tutto il 2019, nella stessa tratta, i morti erano stati 270 e 992 i dispersi, secondo i dati dell’agenzia dell’ONU. 

Nel frattempo,centinaia di migranti sono approdati sulle coste dell’isola siciliana di Lampedusa nei giorni scorsi, tutti immediatamente trasferiti nelle apposite strutture di accoglienza. All’hotspot di contrada Imbriacola ci sono, al momento, oltre 960 extracomunitari. La struttura è al collasso e la prefettura di Agrigento sta lavorando per cercare di trovare altri posti disponibili dove collocare i migranti. I neo arrivati, dopo i controlli sanitari, devono essere sottoposti a quarantena obbligatoria. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Ansa, dopo l’ennesimo sbarco, i poliziotti in servizio hanno dichiarato di aver avuto serie difficoltà, per mancanza di spazio, a eseguire le dovute procedure di identificazione.Tra il 22, il 23 e il 24 luglio più di 1000 sono stati i migranti sbarcati a Lampedusa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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