Il discorso per l’anniversario della Guerra di Corea a Pyongyang

Pubblicato il 28 luglio 2020 alle 12:02 in Corea del Nord Corea del Sud

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In occasione dell’anniversario, il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha dichiarato che le armi nucleari del suo Paese sono una solida garanzia di sicurezza e un deterrente “affidabile, efficace” che impedirà una seconda guerra nella penisola coreana.

Il 67 ° anniversario della fine della guerra di Corea del 1950-1953 si è tenuto il 27 luglio e il leader nordcoreano, in tale occasione, ha partecipato a un ricevimento per veterani di guerra a Pyongyang, secondo un rapporto della Central News Agency coreana (KCNA). Il discorso tenuto durante questo evento sottolinea che la Corea del Nord non ha intenzione di rinunciare al proprio arsenale nucleare, nonostante i tentativi degli Stati Uniti

Kim ha affermato che Pyongyang ha sviluppato armi nucleari per ottenere la “forza assoluta”, al fine di prevenire un’altra guerra. “Ora siamo in grado di difenderci di fronte a qualsiasi forma di pressione ad alta intensità e minaccia militare da parte di forze imperialiste e ostili”, ha affermato- “Grazie al nostro affidabile ed efficace deterrente nucleare di autodifesa, non ci sarà più alcuna guerra su questa terra e la sicurezza e il futuro del nostro Paese saranno garantiti per sempre”, ha aggiunto.

La guerra di Corea, che contrappose truppe sovietiche e soldati sostenuti dalla Cina, insieme a quelli della Corea del Nord, contro le forze delle Nazioni Unite a guida statunitense. Questa causò la morte di circa 2 milioni di persone e devastò città e villaggi su entrambi i lati del confine. Il conflitto si concluse con un armistizio e non un trattato di pace, lasciando tecnicamente in guerra Nord e Sud in corso. Durante gli ultimi 2 anni del conflitto si era verificata una situazione di stallo. Durante i primi mesi di battaglie, la Corea del Nord invase i territori sudcoreani conquistando quasi tutta la penisola, ma un contrattacco delle truppe delle Nazioni Unite aveva portato le forze a guida statunitense fino al confine della Corea del Nord con la Cina.

Infine, un’invasione cinese aveva spinto le truppe dell’ONU indietro, fino all’area intorno al 38° parallelo, dove sarebbe rimasta poi la linea del fronte. Durante la guerra morirono circa 2,5 milioni di civili. Con l’elezione del presidente statunitense Dwight Eisenhower, nel 1952, e la morte del leader sovietico Joseph Stalin, i negoziati per porre fine alla guerra ripresero e le forze nordcoreane, cinesi e dello United Nations Command firmarono l’armistizio, il 27 luglio 1953. L’accordo stabilì la fine della battaglia e instituì una zona demilitarizzata, luogo dove si sono svolti, nel 2018, una serie di incontri tra i due presidenti di Pyongyang e di Seoul.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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