Aumenta il numero di foreign fighters pakistani in Afghanistan

Pubblicato il 28 luglio 2020 alle 10:43 in Afghanistan Pakistan

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Il numero di combattenti stranieri è aumentato nelle regioni orientali dell’Afghanistan. Molti di questi sono cittadini pakistani che combattono a fianco dei talebani in aree situate lungo la linea Durand, secondo l’esercito afgano.

Un rapporto delle Nazioni Unite presentato al Consiglio di Sicurezza, il 26 luglio, e citato dal quotidiano locale, Tolo News, ha rivelato che il numero totale di “combattenti terroristi stranieri pakistani” in Afghanistan è stimato tra 6.000 e 6.500 individui. La maggior parte dei quali sono affiliati all’organizzazione nota come Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP). 

“L’intelligence afferma che ci sono colonnelli pakistani in pensione che stanno addestrando i talebani”, ha dichiarato il generale afghano, Karim Niazi. Un combattente talebano catturato, di nome Shiran, ha rivelato che i pakistani stanno sostenendo i militanti afghani nel distretto di Khogyani, nella provincia di Nangarhar. Il problema è stato evidenziato dal parlamentare pakistano Ali Wazir, che ha sollevato la questione sul suo account Twitter, chiedendo quali sono le intenzioni e le priorità del Pakistan in tale contesto. 

La scorsa settimana, il capo della polizia di Kandahar, il generale Tadeen Khan, ha condiviso una serie di carte d’identità che, secondo lui, appartengono ai combattenti pakistani che sono stati uccisi nel distretto di Maroof, nella provincia di Kandahar. “Alcuni corpi sono stati lasciati indietro dai militanti. Tutti avevano carte d’identità pakistane”, ha dichiarato Jamal Barikzai, portavoce della polizia di Kandahar. “Alcuni gruppi terroristici internazionali, tra cui Al-Qaeda, si formarono dopo il ritiro delle ex forze sovietiche. Potrebbero aumentare le loro attività dopo il ritiro delle forze statunitensi”, ha aggiunto Rahmatullah Nabil, ex capo della direzione nazionale della sicurezza.

Nonostante gli sforzi diplomatici interni e regionali, l’Afghanistan continua ad essere sconvolto da violenze quotidiane. I talebani sono un’organizzazione che si era affermata come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Nel 2001, le truppe statunitensi si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. 

Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. In tale contesto il 14 luglio, il Pentagono ha comunque annunciato che i soldati statunitensi si sono ritirati da 5 basi militari in Afghanistan e continuano a ridurre la propria presenza nel Paese, come previsto dall’accordo con i talebani.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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