Sudafrica: 68 prigionieri evasi dal carcere vengono riarrestati

Pubblicato il 27 luglio 2020 alle 13:55 in Africa Sudafrica

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Tutti i 68 prigionieri evasi da una prigione vicino Città del Capo, in Sudafrica, sono stati ricatturati e arrestati in seguito ad unoperazione di caccia all’uomo su vasta scala. È quanto ha dichiarato, domenica 26 luglio, il Ministero della Giustizia sudafricano.

I prigionieri, tutti in attesa di processo, erano fuggiti dalla struttura di Malmesbury venerdì 24 luglio, verso mezzogiorno. Il carcere si trova lungo la costa occidentale del Paese, a circa 66 km da Città del Capo. Al momento della fuga nella prigione c’erano 451 detenuti e 20 funzionari in servizio.

“Durante lattività fisica di routine, i fuggitivi hanno sopraffatto la sicurezza, rubato le chiavi e bloccato tre funzionari dentro una cella. Successivamente, hanno liberato altri detenuti e sono tutti fuggiti attraverso l’ingresso principale e il tetto”, ha precisato una nota ufficiale del Ministero.

Un video diffuso sui social media dal noto attivista Yusuf Abramjee mostra i prigionieri in fuga dal carcere. Un testimone, Justus Schoonraad, preside di un liceo della città, è stato citato dai media locali dopo aver dichiarato che alcuni prigionieri, durante la fuga, si erano fatti strada nei locali della scuola. “Ero seduto alla mia scrivania e ho sentito alcuni spari nelle vicinanze della prigione, che si trova a circa 400 metri dalla scuola”, ha affermato luomo. “Ho visto molti ragazzi correre in giro. Correvano dappertutto, ha aggiunto. Durante l’incidente, almeno nove funzionari hanno riportato ferite lievi e contusioni.

Le carceri del Sudafrica sono famose per la loro radicata cultura di gruppo. I membri della sicurezza, generalmente pochi e mal addestrati, vengono spesso presi di mira dai prigionieri. In più, le celle sono normalmente sovraffollate e la riabilitazione è difficile da portare avanti con successo, a causa soprattutto della mancanza di strutture, personale e formazione.

Con un Prodotto Interno Lordo (PIL) che, nel 2019, ha superato i 351 miliardi di dollari statunitensi, il Sudafrica è la seconda economia dell’Africa, dopo la Nigeria, e la 33esima economia mondiale. Ciò nonostante, la situazione in Sudafrica rimane molto critica per quanto riguarda la distribuzione dell’economia e specialmente per quanto riguarda l’occupazione, dato che i disoccupati corrispondono al 27% della popolazione. Nelle ultime votazioni, che si sono svolte l’8 maggio 2018, l’African National Congress (ANC) ha vinto con il 57% dei voti, con a capo l’attuale presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, il quale era stato promotore di una forte politica di lotta alla corruzione. Ramaphosa aveva sostituito Zuma come leader dell’ANC nel dicembre 2017, dopo un decennio in cui l’immagine del partito era stata offuscata da scandali di corruzione e da una debole crescita economica. Per tale ragione, all’inizio del nuovo mandato, Ramaphosa si era dichiarato promotore di misure anticorruzione e volte a rendere più efficienti le aziende di Stato, al fine di attrarre investimenti esteri e spronare l’economia del Paese. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.