La Germania rifiuta l’offerta di Trump di riammettere la Russia nel G7

Pubblicato il 27 luglio 2020 alle 9:23 in Germania USA e Canada

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La Germania ha respinto una proposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per invitare nuovamente il presidente russo, Vladimir Putin, nel Gruppo delle Sette economie più avanzate (G7). 

È quanto rivelato dal ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, in un’intervista sul quotidiano locale Rheinische Post, ripreso poi da Reuters il 27 luglio. 

Il G7 è un gruppo di Paesi economicamente avanzati che vede come membri gli Stati Uniti, la Germania, il Giappone, la Francia, il Regno Unito, l’Italia e il Canada. L’ingresso della Russia nel G7, divenuto G8, era avvenuto negli anni Novanta, in seguito al collasso dell’Unione sovietica. Mosca aveva acquisito il pieno status di membro del G8 nel 2002 e, dal 2006, era stata inserita nella rotazione delle presidenze di turno. La Russia è stata sospesa dal vertice il 24 marzo 2014, in seguito all’intervento armato in Ucraina e all’annessione della Crimea, quale segno della risolutezza degli altri membri del summit di non lasciare che i confini internazionali stabiliti vengano ridisegnati con la forza.  

Già l’8 giugno 2018, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato di voler reintegrare Mosca nel G7, ma tale intenzione era stata condivisa solo dall’Italia, a fronte dell’opposizione di Francia e Canada e della titubanza del Regno Unito.  

Il presidente americano ha inoltre ribadito tale ipotesi lo scorso primo giugno, durante una telefonata con Putin, durante la quale ha proposto di espandere il G7 per includere nuovamente la Russia.

A riguardo, Maas ha riferito al Rheinische Post di non vedere alcuna possibilità di permettere a Mosca di rientrare nel G7 finché non ci saranno progressi significativi nella soluzione del conflitto in Crimea e nell’Ucraina orientale.

La Russia stessa potrebbe offrire il contributo più grande per diventare di nuovo parte del G7, sostenendo una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina, ha affermato il ministro tedesco.

La Russia fa ancora parte del G20, un raggruppamento più ampio che comprende altre economie dei mercati emergenti.

“G7 e G20 sono due formati opportunamente coordinati. Non abbiamo più bisogno di G11 o G12”, ha sottolineato Maas in riferimento alla proposta di Trump di invitare non solo la Russia, ma altri Paesi agli incontri del G7.

In tale contesto, il ministro di Berlino ha descritto le relazioni con Mosca come “attualmente difficili” in molte aree. “Ma sappiamo anche che abbiamo bisogno della Russia per risolvere conflitti come quelli in Siria, Libia e Ucraina. Questo non funzionerà contro la Russia, ma solo con la Russia”, ha riconosciuto Maas.

La Germania, che ha assunto la presidenza semestrale del Consiglio europeo il primo luglio, sta svolgendo un ruolo di mediazione nel conflitto in Ucraina.“Ma anche la Russia deve dare il suo contributo, che è molto lento”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.

La situazione dell’Ucraina orientale è una delle questioni chiave per le relazioni tra la Russia e i Paesi della NATO, nonché una delle principali cause delle sanzioni imposte a Mosca. Fin dall’annessione della Crimea, i Paesi NATO si sono impegnati per la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina, da una parte non riconoscendo l’annessione stessa, e dall’altra cercando di contrastare le forze separatiste delle regioni russofone del Donbass, le cui truppe sembrerebbero essere sostenute proprio dal Cremlino, come riportato nella legge di reintegrazione del Donbass, che definisce i territori di Donetsk e Lugansk “territori occupati” e che classifica la Russia come “occupante”. Per ristabilire la pace nella regione, nel 2014 è stato firmato il Protocollo di Minsk integrato, nel 2015, dal Pacchetto di Misure per l’Implementazione degli Accordi di Minsk, oggi noto come Minsk II. Entrambi gli accordi prevedono una serie di misure che le due parti dovrebbero adottare per arrivare ad una pacificazione, tra cui un cessate il fuoco bilaterale immediato. 

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Mariela Langone

di Redazione

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