Italia-Tunisia: incontro sull’immigrazione tra Saied e Lamorgese

Pubblicato il 27 luglio 2020 alle 20:18 in Italia Tunisia

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Il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, ha incontrato il presidente tunisino, Kais Saied, durante una visita nel Paese nordafricano, per parlare di immigrazione. I due hanno stabilito, durante il colloquio, che l’Italia continuerà a sostenere la Tunisia in tutte le forme possibili e che la questione migratoria va affrontata con maggiore collaborazione. Saied ha sottolineato che Roma e Tunisi sono legate da relazioni forti e che è importante consolidarle ulteriormente sulla base di interessi comuni. Secondo il presidente, è necessario unire gli sforzi per trovare al più presto un’adeguata soluzione che faccia fronte al problema dell’immigrazione clandestina.

“Le soluzioni di sicurezza da sole non bastano per affrontare il fenomeno”, ha dichiarato Saied, ribadendo che la questione è innanzitutto umanitaria e che ne vanno comprese le cause profonde per gestirla in maniera adeguata. “Permettere la sopravvivenza dei migranti nei loro Paesi è una responsabilità di tutti e la soluzione del fenomeno consiste nella collaborazione tra i vari Stati”, ha evidenziato il presidente tunisino. Oltre a Saied, il ministro Lamorgese ha avuto un incontro con l’ex omologo, ora incaricato premier, Hichem Mechichi.

Quest’ultimo è stato nominato nuovo primo ministro, il 24 luglio, dopo che il suo predecessore, Elyes Fakhfakh, ha deciso di dimettersi, il 15 luglio, in seguito ad accuse su un presunto conflitto di interessi. Accettando la nomina, il 46enne neopremier ha promesso che risponderà alle richieste sociali ed economiche della popolazione, diventate più impellenti dopo la pandemia di coronavirus, e ha affermato che formerà un governo in grado di incontrare le aspirazioni e le richieste legittime di tutti i tunisini. Mechichi avrà un mese di tempo per formare un governo che ottenga il voto di fiducia del Parlamento, altrimenti il presidente sarà costretto a sciogliere l’assemblea legislativa e ad indire nuove elezioni, da organizzare entro tre mesi. L’uomo è un indipendente, ma è molto vicino a Saied, del quale è stato anche consigliere, per questioni giuridiche. Ha un dottorato in scienze politiche e legge e, a causa dei suoi studi, alcuni analisti ritengono che manchi di quel background economico necessario a risollevare il Paese in un momento in cui i creditori internazionali chiedono a Tunisi di adottare riforme difficili.

La situazione già complessa del Paese è stata di recente aggravata dall’arrivo del coronavirus che ha avuto un grande impatto sull’economia nazionale. Per l’anno in corso, è prevista una contrazione economica del 6,5% e un deficit pari al 7% del PIL. Le difficoltà della Tunisia hanno portato a numerose proteste di piazza in cui la popolazione si è scagliata contro la stagnazione economica, il generale declino delle condizioni di vita e di lavoro, il peggioramento dei servizi pubblici.

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Chiara Gentili

di Redazione

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