Egitto e Francia conducono esercitazioni militari congiunte nel Mediterraneo

Pubblicato il 27 luglio 2020 alle 10:47 in Egitto Francia

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La marina egiziana ha condotto esercitazioni militari congiunte con la marina francese nel Mediterraneo, secondo quanto annunciato dal quotidiano EgyptToday, il 25 luglio, il quale ha citato un portavoce militare del Cairo.

“Come parte del piano del Comando Generale delle Forze Armate per migliorare il livello di addestramento e scambiare esperienze con le forze militari di un Paese amico e fratello, la Marina egiziana e francese ha eseguito esercitazioni congiunte che comprendevano la fregata egiziana ‘Long Live Egypt’ e la fregata francese ‘ACONIT'”, ha rivelato la dichiarazione del portavoce.

“Le esercitazioni comprendevano diverse attività di natura professionale che si concentravano sulla tattica di cooperazione durante l’esecuzione di missioni di combattimento in mare contro forze navali ostili, insieme all’utilizzo di munizioni contro obiettivi aerei e di terra. Le esercitazioni includevano anche l’esecuzione di battaglie con aeromobili marini”, ha ulteriormente approfondito la nota.

Tale addestramento ha mostrato la capacità professionale degli equipaggi del Cairo e di Parigi nello svolgimento di missioni di combattimento con efficienza e precisione, e con particolare attenzione al coordinamento tra gli elementi coinvolti, ha aggiunto la dichiarazione.

Inoltre, lo scorso 3 novembre, l’Egitto ha condotto una serie di esercitazioni militari congiunte con la Grecia e Cipro, mentre il 9 luglio, i principali rami delle forze armate del Cairo hanno effettuato una simulazione su larga scala nella regione occidentale al confine con la Libia, denominata “Hasm 2020”, la quale ha compreso un addestramento per l’aviazione volto ad affrontare mercenari di eserciti “irregolari”, oltre a colpire le loro basi e centri logistici.

Tali esercitazioni congiunte, nonostante non sia stato specificato né il giorno in cui sono avvenute né il luogo, giungono in un momento di crescenti tensioni tra la Turchia e altri Paesi, tra cui Egitto, Francia, Grecia e Cipro su una serie di questioni tra cui il conflitto in Libia, le rivendicazioni in competizione per i diritti di esplorazione di idrocarburi nel Mediterraneo orientale, e le ambizioni navali turche.

Una disputa tra Parigi e Ankara si è accesa dopo un presunto incidente, lo scorso 10 giugno, in cui la fregata francese Courbet ha riferito di essere stata illuminata dal radar di una nave da guerra turca che scortava un’imbarcazione da carico con bandiera tanzaniana nel Mediterraneo orientale. Da parte sua, la Francia ha affermato di stare agendo in base alle informazioni fornite dalla NATO, in quanto la nave scortata dai turchi era sospettata di traffico di armi verso la Libia in violazione di un embargo delle Nazioni Unite, mentre dal canto opposto Ankara ha smentito le accuse.

La Francia si è inoltre impegnata a sostenere Grecia e Cipro nelle loro controversie con la Turchia nel Mediterraneo orientale, causate dall’esplorazione delle riserve di gas nella regione. Nello specifico, tali tensioni si sono acuite da quando Ankara ha firmato un memorandum d’intesa con la Libia, lo scorso 27 novembre, a cui Atene si è opposta in quanto ritiene che questo ignori le acque territoriali intorno a diverse delle proprie isole.

Parallelamente, nel contesto del conflitto libico, Egitto e Turchia supportano schieramenti opposti. Da un lato, le forze di Ankara sostengono il governo di Tripoli, anche noto come Governo Accordo Nazionale (GNA), presieduto dal premier Fayez al-Sarraj e riconosciuto dalle Nazioni Unite. Dall’altro, il Cairo appoggia l’Esercito Nazionale Libico (LNA) del generale Khalifa Haftar, il quale è altresì coadiuvato da Francia, Russia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

In tale quadro, il 20 luglio, il Parlamento egiziano ha approvato un disegno di legge per l’invio di truppe in Libia, dopo che il GNA ha iniziato a mobilitarsi per conquistare Sirte, città chiave poiché detiene i principali terminal petroliferi del Paese, e la base militare di al-Jufra, attraverso la quale sarebbe possibile monitorare buona parte della Libia, a Est, Sud e Ovest, attualmente sotto il controllo di Haftar e dell’LNA.

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Mariela Langone

di Redazione

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