Cuba apre agli OGM in agricoltura

Pubblicato il 27 luglio 2020 alle 6:06 in America Latina Cuba

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Il decreto legge della Commissione nazionale per l’uso di organismi geneticamente modificati nell’agricoltura cubana, che è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del Paese caraibico, norma la politica nazionale per l’inclusione controllata di queste colture nello sviluppo agricolo, basato su premesse come sovranità e sicurezza alimentare, agroecologia, sostenibilità e sovranità tecnologica.

“La linea di fondo è incorporare l’uso ordinato e controllato di organismi geneticamente modificati (OGM) nei programmi di sviluppo agricolo come alternativa allo sviluppo della produttività, coerente con l’agricoltura sostenibile e la sovranità alimentare, basata sulla ricerca indigena” – ha dichiarato il viceministro Armando Rodríguez Batista presentando il decreto legge presso la sede del Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell’Ambiente (Citma).

“C’è un contributo che viene dalla scienza, dai prodotti sviluppati dal nostro paese e che sono un’alternativa alla produzione di semi destinati allo sviluppo agricolo” – ha aggiunto, sottolineando che “non stiamo dicendo che è l’unico modo, ma che è un un’altra alternativa, complementare all’agricoltura convenzionale, e il suo legame con il momento in cui sta attraversando il Paese è molto importante, promuovendo la sovranità alimentare sulla base di scienza, tecnologia e innovazione, produzione nazionale e incorporazione dell’industria”.

La nuova disposizione legale propone la creazione della Commissione nazionale per l’uso di organismi geneticamente modificati, presieduta dal Citma, che deve garantire coerenza e completezza nel processo decisionale in qualità di rappresentante degli interessi dello Stato e viene applicata a tutte le attività nel settore agricolo che coinvolgono OGM sul territorio cubano.

Tra le altre funzioni, regolerà il processo decisionale relativo alla ricerca, sviluppo, produzione, uso, importazione ed esportazione di OGM e con tale obiettivo – e come parte del supporto tecnico e di conoscenza – promuoverà la partecipazione a questo processo di centri di scienza, tecnologia e innovazione, università, società di produzione, organismi centrali dell’amministrazione statale e altri enti pubblici.

Il nuovo decreto legge armonizza la pratica cubana con strumenti internazionali di cui Cuba è firmataria come il Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza e con le raccomandazioni del CODEX Alimentarius, spiega ancora il governo dell’Avana. 

 

Il decreto legge, che esprime la politica di Cuba in questo campo, deve garantire che tutte le attività con OGM sull’isola “abbiano un’adeguata valutazione del rischio, seguendo i principi di precauzione, trasparenza nella gestione, comunicazione delle informazioni e responsabilità etico-scientifica” – ha sottolineato il viceministro.

Nel caso cubano, ha spiegato, la produzione di OGM è anche correlata a Tarea Vida (il programma nazionale per la mitigazione e il confronto dei cambiamenti climatici) e processi come la salinità del suolo, che colpiscono le colture, “e possono essere complementari alla produzione di ibridi, di semi che ci permettono di superare quelle condizioni che limitano lo sviluppo”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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