Afghanistan: 1.282 vittime civili in 6 mesi

Pubblicato il 27 luglio 2020 alle 10:47 in Afghanistan Asia

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Le Nazioni Unite hanno documentato 1.282 morti e 2.176 feriti in Afghanistan, nella prima metà del 2020, secondo un nuovo rapporto pubblicato dall’UNAMA, il 27 luglio.

La United Nations Assistance Mission in Afghanistan afferma che il Paese rimane uno dei luoghi più mortali al mondo per la popolazione, nonostante i dati sulle vittime civili siano del 13% più basse rispetto ai primi 6 mesi del 2019. “Va notato che non vi è stata alcuna riduzione delle vittime civili causate dai talebani e dalle forze di sicurezza nazionali afghane”, afferma il rapporto. Secondo le Nazioni Unite, la diminuzione rispetto al 2019 è causata da un minor numero di operazioni da parte di eserciti stranieri e dell’ISIS nella provincia del Khorasan.

“In un momento in cui il governo dell’Afghanistan e i talebani hanno un’opportunità storica di riunirsi al tavolo dei negoziati per i colloqui di pace, la tragica realtà è che i combattimenti continuano a infliggere ogni giorno terribili danni ai civili”, ha affermato la segretaria dell’UNAMA, Deborah Lyons, Rappresentante speciale generale per l’Afghanistan. “Esorto le parti a fermarsi, a riflettere sugli incidenti agghiaccianti e sul danno che stanno causando al popolo afgano, come documentato in questo rapporto, e ad adottare misure decisive per fermare la carneficina e arrivare al tavolo dei negoziati”, ha dichiarato Lyons. 

Nonostante gli sforzi diplomatici interni e regionali, l’Afghanistan continua ad essere sconvolto da violenze quotidiane. I talebani sono un’organizzazione che si era affermata come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Nel 2001, le truppe statunitensi si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. 

Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. In tale contesto il 14 luglio, il Pentagono ha comunque annunciato che i soldati statunitensi si sono ritirati da 5 basi militari in Afghanistan e continuano a ridurre la propria presenza nel Paese, come previsto dall’accordo con i talebani.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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