Svizzera: si dimette il procuratore generale dopo le accuse sul caso della FIFA

Pubblicato il 26 luglio 2020 alle 6:35 in Europa Svizzera

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Il procuratore generale della Svizzera, Michael Lauber, ha offerto le proprie dimissioni, dopo che un tribunale ha confermato una sentenza contro di lui riguardo all’indagine sulla corruzione contro il corpo calcistico mondiale FIFA, il 24 luglio.

Il Tribunale amministrativo federale di Berna ha confermato che Lauber aveva intenzionalmente rilasciato false dichiarazioni sui suoi incontri segreti con il presidente della FIFA, Gianni Infantino, e che era colpevole di aver violato i propri doveri.

“Continuo a respingere l’accusa che ho mentito”, ha invece sostenuto Lauber. “Tuttavia, se il tribunale non mi crede come procuratore generale, allora l’Ufficio del Procuratore Generale sarà danneggiato”, ha aggiunto.

Un membro della commissione giudiziaria parlamentare svizzera, Ursula Schneider Schuettel, ha accolto con favore la decisione di dimettersi di Lauber. “Era la cosa migliore che potesse fare al momento, c’erano troppe accuse contro di lui”, ha affermato la donna all’agenzia di stampa Reuters. “Nella sua posizione, il procuratore generale deve essere al di sopra di ogni sospetto e sarebbe stato dannoso se fosse rimasto”, ha evidenziato Schneider Schuettel.

Il caso disciplinare interno contro Lauber comprendeva un incontro tra il funzionario svizzero e Infantino, avvenuto in un hotel di Berna nel giugno 2017, in cui il procuratore non aveva preso note.

In seguito a tale occasione, i due riferirono di non riuscire a ricordare ciò che era stato discusso. “Sulla base dell’esperienza di vita generale, un tale caso di amnesia collettiva è un’aberrazione”, ha rilevato il tribunale amministrativo federale svizzero.

Ciò nonostante, la corte ha precisato che l’Autorità di vigilanza per l’Ufficio del Procuratore Generale ha esagerato nel dichiarare che il funzionario avesse una “comprensione fondamentalmente errata della sua professione”.

Lauber ha riconosciuto due incontri non dichiarati con Infantino, che hanno avuto luogo nel 2016, quando questo era stato recentemente eletto come presidente della FIFA, i quali sono stati segnalati nella serie di documenti confidenziali di Football Leaks nel novembre 2018.

Nello stesso anno, il procuratore generale di Berna aveva indetto una conferenza stampa in cui aveva riferito che i primi due incontri con Infantino erano stati scambi giustificabili con il nuovo leader della FIFA sulle indagini di lunga durata che interessano il corpo calcistico.

Tuttavia, il terzo incontro nel 2017 è rimasto segreto per diversi mesi finché non è stato riportato dai media svizzeri. Un’indagine è stata aperta da una commissione di sorveglianza che supervisiona l’ufficio del procuratore federale.

Lo scorso marzo, tale commissione ha decurtato l’8% dello stipendio annuale di Lauber di circa 300.000 franchi svizzeri, corrispondenti a 324.666 dollari, mentre l’appello del 24 luglio lo ha stabilito al 5%, risparmiando a Lauber circa 9.000 franchi, pari a 9.739 dollari. 

La sentenza ha inoltre parzialmente confermato la denuncia di Lauber secondo la quale gli era stato negato l’accesso ad alcuni documenti durante il processo disciplinare, confermando altre conclusioni della cattiva condotta del procuratore.

L’esame del ruolo del funzionario di Berna nell’indagine quinquennale sulla corruzione nel calcio lo ha portato a essere ricusato nel 2019 dal Tribunale penale federale svizzero.

“Nel complesso, la corte ritiene che il procuratore generale Lauber commesso diverse violazioni del dovere ufficiale”, ha constatato la corte.

Procuratore generale dal 2012, Lauber ha già affrontato procedimenti di impeachment, mentre un procuratore speciale sta rivedendo le denunce penali contro di lui e Infantino, il quale, da parte sua, ha negato qualsiasi illecito, mentre gli attivisti anti-corruzione accusano Lauber di aver commesso un processo per frode sui pagamenti legati alla Coppa del Mondo di Germania 2006. 

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Mariela Langone

di Redazione

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