Il coronavirus arriva anche in Corea del Nord dalla Corea del Sud

Pubblicato il 26 luglio 2020 alle 10:55 in Corea del Nord Corea del Sud

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Il capo di Stato nordcoreano, Kim Jong Un, ha dichiarato lo stato di emergenza e l’attuazione di misure di isolamento nella città di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, il 26 luglio, dopo che vi è stato trovato un caso sospetto di positività al coronavirus.

Il primo possibile contagio annunciato da Pyongyang è stato riscontrato in una persona tornata dalla Corea del Sud, la quale avrebbe illegalmente attraversato il confine tra i due Paesi. Ciò ha portato il leader nordcoreano ad indire un incontro d’emergenza dell’Ufficio politico del Partito dei Lavoratori di Corea per rispondere a quella che è stata definita “una situazione di criticità in cui l’aggressivo virus potrebbe essere entrato nel Paese”.

In particolare, secondo quanto riferito dalla Korean Central News Agency (KCNA) e riportato da Reuters, l’emergenza è stata provocata da un fuggitivo che si era recato in Corea del Sud tre anni fa e che sarebbe rientrato illegalmente attraverso il confine fortificato tra le due Coree, lo scorso 19 luglio. KCNA non ha chiarito se la persona in questione sia stata sottoposta a test specifici o meno, ma ha dichiarato che i controlli medici “eseguiti sulle secrezioni degli organi respiratori e sul sangue” hanno evidenziato risultati incerti. Le autorità hanno quindi messo in quarantena la persona e stanno tracciando i contatti che potrebbe aver avuto.

I Capi di Stato Maggiore del Sud hanno affermato che ci sono buone possibilità che sia avvenuto un attraversamento del confine e, per questo, le autorità stanno lavorando per controllare i filmati della video sorveglianza, con i quali potrebbe essere anche possibile identificare la persona.

Pyongyang non aveva finora annunciato casi di contagi da coronavirus all’interno dei propri confini, destando più sospetti sulla veridicità di ciò. Uno degli elementi che  ha maggiormente sollevato scetticismo è stata la sua posizione geografica. Il confine meridionale del Paese tocca la Corea del Sud, dove ad oggi, stando ai dati della Johns Hopkins University, i contagi totali sono stati 14.150 e i decessi 298. A Nord, invece, confina con la Cina, il Paese da cui si è originato il coronavirus, e che conta un totale di 86.381 casi confermati e 4.652 decessi. Tuttavia, a gennaio, la Corea del Nord aveva da subito chiuso i confini con il Paese non appena erano stati dichiarati i primi contagi. Inoltre, il governo aveva adottato rigide misure di controllo e quarantena.

A detta di un professore della Kyung Hee University, Choo Jae-woo, l’annuncio di un primo contagio sarebbe un momento prorompente per la Corea del Nord, la quale potrebbe ora rivolgersi ad altri Paesi e chiedere aiuti umanitari. In particolare, secondo uno studioso del Korea Institute for National Unification di Seoul, affermando che il primo contagio è stato un caso venuto dalla Corea del Sud, Pyongyang potrebbe porre un presupposto per accettare eventuali forme di sostegno provenienti proprio da Seoul.

La Corea del Nord potrebbe essere particolarmente vulnerabile alla diffusione della pandemia avendo il Paese un sistema sanitario che non dispone di risorse sufficienti ed essendo sottoposto ad una forte pressione sull’economia, derivante dalle sanzioni imposte su di esso per convincerlo a rivedere il proprio programma nucleare.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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