Siria: Israele colpisce obiettivi dell’esercito siriano

Pubblicato il 25 luglio 2020 alle 9:05 in Israele Siria

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L’esercito israeliano ha affermato che i suoi elicotteri hanno colpito più obiettivi dell’esercito siriano, venerdì 24 luglio, in risposta a colpi di mortaio precedentemente sferrati da Damasco contro posizioni occupate dalle forze israeliane sulle Alture del Golan.

 L’agenzia di stampa siriana SANA, citata da Reuters, ha specificato che le postazioni colpite da Israele sono state tre, nell’area di Quneitra, nella Siria meridionale, a confine con Israele e Libano, e che l’attacco è stato condotto con missili anticarro guidati, i quali hanno causato due feriti e alcuni incendi nelle vicinanze.

Nella dichiarazione con cui è stato comunicato l’attacco, l’esercito di Israele ha poi affermato che tra gli obiettivi abbattuti ci sono state postazioni di osservazione e centri di raccolta di intelligence delle Forze armate siriane, collocate all’interno di alcune sue basi.

Le tensioni al confine tra Israele e Siria sono aumentate dopo che, lo scorso 20 luglio, una serie di missili provenienti dalle Alture del Golan sono stati intercettati dalle forze di difesa aerea siriana, le quali hanno ritenuto che gli ordigni fossero stati lanciati da Israele. I missili erano diretti verso il Sud della capitale siriana Damasco, contro obiettivi iraniani e del regime siriano e hanno colpito postazioni della milizia sciita libanese Hezbollah e di gruppi iraniani, causando la morte di 5 persone tra i combattenti, di cui uno appartenente ad Hezbollah, e il ferimento di altri 7.

Sebbene Israele non abbia rivendicato l’attacco, Hezbollah ha accusato il Paese di aver ucciso uno dei propri membri, identificato con Ali Kamel Mohsen, e, secondo più fonti, il gruppo sciita avrebbe quindi deciso di vendicare la morte del suo combattente. Per questo, il 23 luglio successivo,  Israele ha annunciato di aver inviato rinforzi al confine settentrionale con il Libano. Già nell’agosto 2019, in seguito all’uccisione di altri due membri di Hezbollah, il leader della milizia libanese, Sayyed Hassan Nasrallah, aveva promesso una risposta del gruppo contro Israele se altri suoi militanti fossero stati uccisi.

Hezbollah, classificato come un’organizzazione terroristica da Israele e Stati Uniti, è un attore chiave nell’arena politica del Libano. Israele considera tale movimento sciita armato, sostenuto da Teheran, la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. I due si sono scontrati nel 2006, in una battaglia lunga 34 giorni, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati. 

Hezbollah è stato creato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’allora occupazione israeliana del Libano meridionale. Nel tempo, è diventato anche un partito politico locale e un’organizzazione paramilitare sciita, il cui nome in arabo significa “il Partito di Dio”. Il gruppo è stato classificato come un’organizzazione terroristica da Stati Uniti e Israele, che lo considera altresì la più grande minaccia ai suoi danni proveniente dall’esterno dei confini nazionali. 

Nel conflitto in Siria, iniziato il 15 marzo 2011 e tuttora in corso, i militanti di Hezbollah, sostenuti dall’Iran, appoggiano le forze del presidente siriano, Bashar Al-Assad. Dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, dove ha cercato di colpire l’Iran, i gruppi palestinesi e Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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