Libia: USA accusano la Russia di aver inviato equipaggiamento militare a Sirte

Pubblicato il 25 luglio 2020 alle 8:04 in Libia Russia USA e Canada

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L’esercito degli Stati Uniti ha riferito che esistono indizi che suggeriscono che la Russia ha inviato nuovi equipaggiamenti militari ai suoi mercenari in Libia, nella città di Sirte, in piena violazione dell’embargo in vigore nel Paese Nordafricano. 

Il Commando Africano (AFRICOM) dell’esercito degli Stati Uniti ha affermato che esistono satellitari degli aerei da carico militari di Mosca che portavano rifornimenti ai combattenti del Wagner Group russo. “Le immagini suggeriscono l’ampia portata del coinvolgimento russo”, ha dichiarato il generale di brigata dell’esercito statunitense, Gregory Hadfield, vicedirettore dell’intelligence dell’AFRICOM. “Le attrezzature russe per la difesa aerea, compresi gli SA-22, sono presenti in Libia e sono gestite dal gruppo Wagner o dai loro delegati”, ha aggiunto. Le foto mostrano anche camion e veicoli corazzati russi, protetti da mine. 

Di recente, Washington ha iniziato ad essere sempre più preoccupata per il coinvolgimento altre potenze straniere in Libia, nonché dell’ingerenza di Mosca attraverso mercenari della cosiddetta Compagnia Wagner, impiegati a sostegno delle forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidate dal generale Khalifa Haftar. In tale quadro, il 15 luglio, quest’ultimo ha incontrato, in una visita segreta di alto livello, una delegazione statunitense composta da rappresentanti politici e militari. Fonti affiliate ad Haftar hanno definito il meeting l’ultima chance per giungere ad un accordo di cessate il fuoco, mentre sono trapelate altresì informazioni non ufficiali riguardanti un inedito piano statunitense. Nello specifico, Washington avrebbe proposto la liberazione della zona di al-Hilal, una regione petrolifera di importanza vitale per la Libia, da parte di qualsiasi forza militare, sotto la supervisione delle Nazioni Unite.

L’incontro del 15 luglio, così come la conversazione di Norland e Saleh, sono giunti in un momento di particolari tensioni in Libia, nate dalla volontà del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), di riprendere il controllo di Sirte e della base di al-Jufra. La prima è una città costiera vicina ai terminal di gas e petrolio della Libia, situata a metà tra Tripoli e Bengasi, motivo che la rende fonte di interesse sia per l’LNA sia per il GNA, ed i rispettivi alleati. Al-Jufra rappresenta un hub rilevante per le forze di Haftar, situato nel centro del Paese, a circa 650 km a Sud-Est di Tripoli. Prenderne il controllo significherebbe poter monitorare buona parte della Libia, a Est, Sud ed Ovest.

In tale contesto, il 22 luglio, la presidenza turca ha dichiarato che le forze di Haftar devono ritirarsi dalla città costiera di Sirte e della regione di Al-Jufra, prima che il GNA, appoggiato da Ankara, accetti qualsiasi accordo di cessate il fuoco permanente in Libia. L’annuncio arriva a seguito di un incontro tra Russia e Turchia sul conflitto libico, avvenuto lo stesso 22 luglio. “Abbiamo appena raggiunto un accordo con la Russia per lavorare su un cessate il fuoco credibile e sostenibile in Libia”, ha dichiarato il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin. Qualsiasi accordo deve basarsi su un ritorno a quelle che erano le posizioni nel 2015, ha spiegato Kalin, che ha chiesto alle truppe di Haftar di ritirarsi dalla base aerea di Sirte e Al-Jufra. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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