La posizione dell’Algeria sul Sahara Occidentale “non cambierà mai”

Pubblicato il 25 luglio 2020 alle 7:04 in Algeria Marocco Sahara Occidentale

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Il ministro degli Esteri algerino, Sabri Boukadoum, ha chiarito che il suo Paese non cambierà mai posizione sul Sahara Occidentale, lex colonia spagnola che il Marocco considera parte integrante del suo territorio. Durante unintervista riportata dal quotidiano Morocco World News, venerdì 24 luglio, il ministro ha affrontato il tema delle tensioni tra Algeri e Rabat. Boukadoum, in particolare, ha sottolineato che il futuro del Nord Africa e del Grande Maghreb” sta nel “rispetto”. “Desideriamo il meglio per il Marocco e assicuriamo che nessun danno arriverà dall’Algeria. Chiediamo solo rispetto”, ha affermato il ministro algerino.

Parlando degli avvenimenti recenti che hanno interessato le relazioni tra Rabat e Algeri, Boukadoum ha fatto riferimento allincidente diplomatico che ha coinvolto il console della città di Orano, rimpatriato con laccusa di aver criticato il Paese ospitante definendolo uno Stato nemico. Non sentirete mai dall’Algeria o da un ufficiale algerino commenti inappropriati sul Marocco”, ha dichiarato il ministro, specificando: “Non ci pieghiamo agli insulti nelle conversazioni. LAlgeria è aperta a tutti i partenariati reciprocamente rispettosi”.

Entrando più nel dettaglio della questione, il ministro algerino ha aggiunto: “Le parole del console generale sono una grave violazione delle abitudini e dei costumi diplomatici, che non può essere tollerata”. Sebbene il diplomatico abbia negato categoricamente le accuse, il Marocco è stato costretto a farlo ritornare nel proprio Paese il 9 giugno.

Sul tema del Sahara occidentale, lAlgeria ha chiarito che la sua posizione, ben nota al Marocco, non cambierà mai. I commenti di Boukadoum fanno eco a quelli rilasciati dal presidente algerino Abdelmajid Tebboune durante un’intervista con il quotidiano France24, a inizio luglio. In tale occasione, Tebboune aveva riferito ai giornalisti che avrebbe accettato con favore qualsiasi iniziativa volta a porre fine alle discordie ma, allo stesso tempo, aveva sottolineato che qualsiasi riavvicinamento non si sarebbe mai realizzato mentre il conflitto nel Sahara occidentale era ancora in corso. Al momento, né il Marocco, per il quale le ostilità sono una questione di integrità territoriale, né l’Algeria sono disposti a lasciare che la faccenda scivoli.

L’Algeria e il Marocco stanno cercando da decenni di riparare le loro relazioni, caratterizzate da tensioni fin dall’indipendenza dei due Paesi dai poteri coloniali. Nell’ottobre 1963, hanno combattuto la guerra delle sabbie, scaturita da un contenzioso territoriale per le zone di frontiera di Bechar e Tindouf, che ha peggiorato ulteriormente i rapporti. Il conflitto si è concluso nel febbraio 1964, grazie alla mediazione di parti terze quali Stati Uniti, Lega Araba e Unione dell’Unità Africana, che sono riuscite a far concordare un cessate il fuoco tra i due Paesi. Successivamente, nel 1972, Marocco e Algeria hanno delineato i confini per cercare di sedare le tensioni che, tuttavia, sono continuate nel corso degli anni, fino alla chiusura ufficiale delle frontiere, avvenuta nel 1994.

Un altro motivo di contrasto tra Rabat e Algeri è costituito dalla questione del Sahara Occidentale, risalente al 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf, città dove il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, soffre per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

Negli ultimi mesi, l’Algeria, pur non allentando la presa sul dossier del Sahara occidentale, ha cercato di estendere la sua influenza nel Nordafrica e nel Sahel. “C’è una nuova Algeria, la nostra voce dovrebbe essere più forte del solito”, ha detto Boukadoum durante lintervista del 24 luglio. Algeri sostiene l’integrità territoriale della Libia e afferma che la visione dell’Algeria non cerca di competere con le altre iniziative messe in campo fino ad oggi”, ha aggiunto il ministro degli Esteri specificando che il Paese è già in trattative con i partiti libici ed è “pronto a ospitare” nuovi dialoghi.

Il Marocco e l’Algeria sono entrambi a favore di una soluzione politica, piuttosto che militare, al conflitto libico e sono entrambi ben posizionati politicamente e geograficamente per sostenere e facilitare gli sforzi verso la stabilizzazione del Paese nordafricano. Il ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha spiegato la posizione del Regno sulla Libia in diverse occasioni, spesso utilizzando gli stessi argomenti del suo omologo algerino Boukadoum. “Non esiste una soluzione militare al conflitto in Libia. La soluzione non può che essere politica e risiede nell’accordo tra i partiti libici, nel quadro dell’interesse supremo della Libia e del popolo libico”, aveva affermato Bourita a gennaio. “La Libia non può diventare un bene commerciale al servizio di conferenze e incontri diplomatici. Al contrario, è necessario soddisfare il bisogno vitale del popolo libico di pace e sicurezza”, aveva aggiunto.

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Chiara Gentili

di Redazione

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