Sudafrica: nuovo aumento dei casi di coronavirus, richiudono le scuole

Pubblicato il 24 luglio 2020 alle 12:41 in Africa Sudafrica

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Il Sudafrica ha annunciato che chiuderà nuovamente le scuole per la durata di almeno un mese, a partire da lunedì 27 luglio. La decisione, comunicata dal presidente Cyril Ramaphosa giovedì 23 luglio, è stata presa in seguito allesplosione di nuovi focolai di coronavirus e alla crescita del numero di infezioni. Il Paese registra attualmente 408.052 casi ufficiali e si colloca al quinto posto tra gli Stati con i più alti tassi al mondo. Oltre 6.000 persone sono morte in Sudafrica a causa del virus.

L’aumento delle infezioni ha causato preoccupazione soprattutto tra il personale docente, con i sindacati che hanno invitato il governo a revocare la decisione di riaprire le scuole. “Il Consiglio dei ministri ha stabilito che tutte le scuole pubbliche dovrebbero prendersi una pausa per le prossime quattro settimane”, ha dichiarato Ramaphosa durante un discorso alla nazione, specificando che l’anno accademico, che dovrebbe concludersi a dicembre, verrà probabilmente esteso. Per il momento, le scuole rimarranno chiuse fino al 24 agosto. “Abbiamo adottato un approccio deliberatamente prudente per tenere chiuse le scuole durante un periodo in cui si prevede un forte aumento delle infezioni”, ha concluso il presidente.

Ramaphosa ha inoltre annunciato il lancio di uno “storico” pacchetto di sostegno sociale ed economico, dal valore di circa 30 miliardi di dollari, per finanziare la risposta del sistema sanitario e assistere “i più bisognosi”. Secondo la Banca di Sviluppo africana, l’economia del Sudafrica, che è la più industrializzata del continente, dovrebbe contrarsi tra il 6,3% e il 7,5% a causa della pandemia.

Nel frattempo, un nuovo rapporto del South African Medical Research Council, pubblicato mercoledì 22 luglio, mostra che oltre alle morti per coronavirus, anche il numero di morti per cause naturali è in crescita, provocando un ampio divario rispetto agli anni passati. Il report, in particolare, mostra che in Sudafrica ci sono stati oltre 17.000 decessi in eccesso dal 6 maggio al 14 luglio, un numero nettamente più alto rispetto ai dati degli ultimi due anni. “I numeri mostrano un inarrestabile aumento delle morti. Fino alla seconda settimana di luglio, ci sono stati il 59% in più di decessi per cause naturali di quanto ci si sarebbe aspettati”, si legge nel rapporto. Si ritiene che tale crescita sia in parte determinata dal fatto che alcuni sudafricani stiano evitando le strutture sanitarie per il timore della diffusione del virus. In più, quasi tutti gli ospedali pubblici sono ormai sovraffollati. “La tempesta è davvero arrivata”, ha dichiarato Ramaphosa giovedì 23.

Tra le altre cose, si stimano oltre 5.000 operatori sanitari infetti in Sudafrica. Secondo lOrganizzazione Mondiale della Sanità (OMS), quelli che lavorano in prima linea sono stati colpiti più duramente degli altri. Le stime rese note dallorganizzazione, giovedì 23 luglio, mostrano che oltre 10.000 operatori sanitari sono stati contagiati dal virus nelle regioni africane, in primo luogo nell’Africa sub-sahariana. Il capo dellOMS per l’Africa, Matshidiso Moeti, ha dichiarato di non riuscire a quantificare il numero esatto di operatori sanitari che sono morti a causa del Covid-19. Tuttavia, ha specificato che per la maggior parte si tratta di infermieri. Moeti ha assicurato che, questo fine settimana, circa 41 milioni di dispositivi di protezione verranno spediti dalla Cina per supportare i Paesi africani più gravemente colpiti dal virus.

Ciò che spaventa di più in Africa è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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