Slovacchia: il primo ministro supera il voto di sfiducia del Parlamento

Pubblicato il 24 luglio 2020 alle 9:54 in Europa Slovacchia

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Il primo ministro slovacco, Igor Matovic, è sopravvissuto a un voto di sfiducia sulle accuse di plagio, il 24 luglio, avanzato durante una sessione straordinaria del Parlamento di Bratislava.

In particolare, solo 47 dei 125 legislatori presenti alla Camera di 150 seggi hanno votato per destituire il primo ministro, il cui licenziamento significherebbe la fine del governo di coalizione. Tale risultato non è giunto come una sorpresa, in quanto l’alleanza guidata da Matovic gode di una comoda maggioranza.

La mozione è stata richiesta dall’opposizione in seguito alla notizia rilasciata da un giornale slovacco, secondo cui il primo ministro avrebbe plagiato la maggior parte della propria tesi sull’impatto del sistema fiscale sulle imprese, conseguita all’Università Comenius di Bratislava nel 1998.

Al riguardo, Matovic ha affermato di non essere a conoscenza di alcun illecito, nonostante abbia riconosciuto di non aver prestato molta attenzione ai propri studi alla Facoltà di Management negli ultimi due anni della sua carriera, poiché si stava già concentrando sulla sua attività editoriale.

Il gruppo politico del Popolo Ordinario di centro-destra (OL’aNO) del primo ministro ha vinto le elezioni parlamentari in Slovacchia lo scorso 29 febbraio e, successivamente, ha formato un governo di coalizione con il partito pro-business Freedom and Solidarity, quelli conservatori For People e We Are Family, e un gruppo di destra populista, il quale ha ottenuto ufficialmente l’incarico lo scorso 21 marzo.

Al centro dell’agenda di Matovic vi è la riduzione della corruzione e il taglio dei legami tra il governo uscente e le aziende del Paese, nonché l’emergenza sanitaria causata dal coronavirus.

La tornata elettorale del 29 febbraio ha ridisegnato la mappa politica della Slovacchia in quanto, dopo oltre 10 anni, l’esecutivo non è stato formato dallo Smer, il partito populista di centrosinistra dell’ex premier, Peter Pellegrini, il quale costituisce invece l’opposizione, avendo ottenuto soltanto il 19% delle preferenze. 

Tale perdita di consensi per lo Smer e i suoi alleati deriva dalle critiche ricevute degli elettori di Bratislava, che hanno accusato la coalizione di aver consentito l’aumento della corruzione nel Paese. Ciò scaturisce dallo scandalo sull’uccisione del giornalista Jan Kuciak, avvenuto nel 2018. Tale omicidio aveva coinvolto un oligarca slovacco legato alla criminalità, Marian Kocner, il quale potrebbe ricevere la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Kuciak e della sua fidanzata, Martina Kusnirova, uccisi il 21 febbraio 2018, mentre il giornalista stava lavorando a una inchiesta sui legami tra Kocner e la ‘ndrangheta calabrese. Nel corso delle sue indagini, Kuciak aveva fatto emergere legami tra la ndrangheta e alcuni membri dello SmerA seguito della pubblicazione dell’inchiesta, il predecessore di Pellegrini, Robert Fico, aveva rassegnato le sue dimissioni, il 14 marzo 2018. 

Pertanto, Matovic ha insistito molto, nel corso della campagna elettorale, sul contrasto alla corruzione nel Paese. Il leader di OL’aNO nasce come magnate di reti mediatiche regionali, ma fa parte dell’opposizione slovacca da circa 10 anni. Tra le principali attività del primo ministro vi è la creazione di scandali che coinvolgono i membri di altri partiti, ad esempio attraverso la diffusione di registrazioni di alcune conversazioni private intrattenute con altri politici. Uno dei più noti tra gli elettori slovacchi riguarda la condivisione di video sulla pagina Facebook del partito riguardanti le ville o le aziende fantasma di proprietà di politici rivali. In aggiunta, OL’aNO è noto per implementare pratiche di democrazia diretta. Uno dei principali esempi è il ricorso a piattaforme politiche online di consultazione pubblica, dove i cittadini sono chiamati a rispondere ai sondaggi lanciati dagli amministratori. Ciò è stato particolarmente utile nel corso della campagna elettorale, quando circa 67.000 cittadini slovacchi hanno elaborato, insieme al partito, l’agenda politica da perseguire una volta al governo. 

Oltre alle sue attività anti-corruzione e anti-sistemiche, OL’aNO è noto per avere una forte connotazione “euro-realista”, ovvero di sostegno al posizionamento della Slovacchia all’interno dell’Unione Europea e della NATO. Tuttavia, a causa delle dichiarazioni contrastanti rilasciate dal partito, gli esperti non riescono a determinare se questo penda sul versante europeista o euroscettico. 

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Mariela Langone

di Redazione

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