Scontri Armenia-Azerbaigian: Pashinyan loda la mediazione russa

Pubblicato il 24 luglio 2020 alle 8:46 in Armenia Russia

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Mosca ha svolto un ruolo speciale nel ripristinare il cessate il fuoco con l’Azerbaigian. È quanto ha dichiarato il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan in una riunione del governo.

Dopo il 12 luglio, quando sono iniziati gli scontri nella regione di Tavush, la comunità internazionale ha emesso numerose condanne per la violazione del cessate il fuoco e chiede la fine della violenza, ha affermato il premier armeno. I copresidenti del Gruppo Minsk dell’OSCE, Russia, USA e Francia, e i paesi che rappresentano hanno svolto un ruolo importante nel ripristino della tregua.

“A questo proposito, il coinvolgimento della Federazione russa è stato particolarmente efficace. Si è manifestato sia a livello di ministero degli Esteri sia a livello di stato maggiore delle forze armate” – ha dichiarato Pashinyan. L’unico Paese che non voleva calmare la situazione, ma piuttosto incitava alla violenza, è stata la Turchia.

“Considerando la politica aggressiva e destabilizzante di questo paese in un certo numero di regioni frontaliere e la tradizionale politica anti-armena, che si manifesta nella giustificazione del genocidio armeno, questo comportamento della Turchia non è stato una sorpresa” – ha continuato il capo del governo di Erevan.

“Tuttavia, data la crescita della sua aggressività, è necessaria una certa revisione della nostra politica. In particolare, in termini di volume della nostra partecipazione a formati internazionali per contenere l’aggressività della Turchia” – ha aggiunto ancora Pashinyan.

Sin dai primi giorni dell’escalation a Tavush, Mosca ha fatto appello alla moderazione, a un immediato ritorno al cessate il fuoco e alla fine di ogni forma di violenza. Inoltre, il 17 luglio, il presidente russo Vladimir Putin e i membri permanenti del Consiglio di sicurezza hanno discusso della situazione al confine tra Armenia e Azerbaigian. Successivamente, il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che Mosca è pronta per gli sforzi di mediazione per garantire il regime del cessate il fuoco sul confine armeno-azero.

Il 23 luglio, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Marija Zacharova, ha annunciato che Mosca discuterà con Baku e Erevan varie iniziative per consolidare il cessate il fuoco sul confine armeno-azero e intensificare il processo negoziale.

Sempre il 23 luglio, il ministro degli Affari Esteri della Federazione russa, Sergej Lavrov ha tenuto incontri con importanti rappresentanti delle comunità azera e armena della Russia, Nisanov e Abrahamyan.  È stato discusso il ruolo delle comunità azera e armena nel mantenimento della pace e dell’armonia interetniche sul territorio della Federazione russa conformemente alla legislazione attuale – spiega in una nota la diplomazia russa. È stata sottolineata la necessità di un contributo costruttivo delle comunità azera e armena alla creazione di condizioni per promuovere la normalizzazione delle relazioni tra Baku e Erevan.

Durante la notte dal 23 al 24 luglio, così come in questo momento, la situazione è stata relativamente calma sul confine armeno-azero, ha dichiarato ka portavoce del ministro della difesa armeno Shushan Stepanyan, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Armenpress. “La parte azera ha violato il regime del cessate il fuoco 4 volte con armi da fuoco in diverse parti delle posizioni militari situate nella direzione di Chiva, Khndzorut, Movses e Paravaqar, sparando 28 colpi contro le posizioni armene” – ha specificato.

Da quando il 12 luglio sono iniziate le ostilità nella regione di Tavush, al confine settentrionale tra i due paesi, a circa 160 Km dalla regione contesa del Nagorno-Karabach, la giornata più dura di combattimenti è stata il 15 luglio. 

Quel giorno – ha riferito il premier Nikol Pashinyan – intorno alle 03:40, una squadra speciale delle forze armate dell’Azerbaigian, composta da oltre 100 soldati, ha effettuato un attacco al fine di impadronirsi della posizione di confine Anvakh. L’avamposto si trova in direzione dei villaggi Movses e Aygepar della regione di Tavush, che ha è stato l’obiettivo degli attacchi delle forze armate dell’Azerbaigian negli ultimi giorni. “Avendo individuato la manovra dell’avversario, le nostre truppe di guardia di frontiera hanno impostato una difesa a tutto tondo e impedito il tentativo di infiltrazione. Dopo una feroce battaglia, il nemico è stato respinto subendo perdite umane e materiali” – ha affermato il capo del governo riferendo sulla battaglia. “Quindi, alle 05:20, le unità azere hanno iniziato a bombardare i villaggi di Aygepar e Movses con l’uso di mortai e sbandanti D-30. Parallelamente, furono lanciati attacchi contro altri avamposti armeni nelle vicinanze Anvakh, ma le forze armate armene hanno reagito e preso il pieno controllo della situazione” – ha continuato Pashinyan, che nell’occasione ha riferito dell’uccisione del maggiore Garush Hambardzumyan, del capitano Sos Elbakyan e dei sergenti Smbat Gabrielyan e Grisha Matosyan, ad oggi le quattro vittime armene degli scontri.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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