Ministro degli Interni francese: Parigi non si piegherà alla violenza criminale

Pubblicato il 24 luglio 2020 alle 11:28 in Europa Francia

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Il nuovo ministro degli Interni francese, Gerald Darmanin, ha cercato di presentare una posizione più dura sulla sicurezza in seguito a una sparatoria avvenuta in un sobborgo di Nizza, il 20 luglio, affermando che Parigi non si piegherà alla violenza criminale.

Il 23 luglio, il ministro si è recato nella città della Riviera per visitare il distretto di Moulins, dove le bande di narcotrafficanti si erano scontrate in pieno giorno fuori da un supermercato sparando con armi d’assalto, dopo gli arresti della polizia e un grosso carico di droga confiscato una settimana prima.

Darmanin, uno stretto alleato dell’ex-presidente francese Nicolas Sarkozy, è stato nominato ministro il 6 luglio dall’attuale capo di Stato, Emmanuel Macron, in un rimpasto di governo attraverso il quale il leader parigino ha voluto dimostrare di star affrontando la legge e l’ordine.

“Coloro che vogliono far inchinare la Repubblica ne pagheranno il prezzo”, ha dichiarato Darmanin ai giornalisti, facendo eco a una risposta simile data da Sarkozy quando è stato ministro degli Interni, quasi 15 anni fa.

Da quando ha assunto l’incarico, il funzionario francese ha ripetutamente difeso l’azione della polizia e si è recato sulla scena di diversi incidenti criminali. Ciò rappresenta uno dei principali punti di rottura con la linea politica del governo precedente. In particolare, la permanenza dell’ex-ministro degli Interni, Christophe Castaner, al dicastero ha coinciso con un’ondata di proteste negli Stati Uniti, estesasi poi anche in Francia, per la presunta brutalità della polizia in seguito alla morte del cittadino afroamericano George Floyd. In tale occasione, le forze dell’ordine francesi avevano dichiarato di sentirsi “abbandonate” dall’esecutivo e non più rappresentate da Castaner, poiché l’ex-ministro, per distendere le tensioni causate dalle manifestazioni, aveva proposto di vietare l’uso della presa al collo durante l’arresto da parte della polizia. 

Macron, il quale dovrà affrontare una nuova elezione presidenziale nell’aprile 2022, è stato ampiamente criticato dai propri oppositori per la sua agenda sulla criminalità e la sicurezza pubblica, e i sondaggi di opinione mostrano che la popolazione considera la posizione dell’esecutivo come troppo debole su tali questioni. Pertanto, il rimpasto di governo è altresì servito al presidente francese per promuovere un nuovo approccio politico in tal senso, al fine di riguadagnare consenso. 

Anche il primo ministro di Parigi, Jean Castex, si recherà a Nizza nel fine settimana, con la promessa di adottare, dopo ciò che ha definito atti “inaccettabili”, misure concrete per prevenire episodi analoghi in futuro.

Alcune aree intorno alle città più grandi della Francia sono diventate zone no-go per la polizia dopo il tramonto, stando a quanto rivelato da funzionari, politici ed esperti parigini, poiché il traffico di droga, di armi e la prostituzione danneggiano molti quartieri residenziali.

Una serie di incidenti di pubblica sicurezza, dalla fine delle restrizioni dovute al coronavirus fino a metà dello scorso maggio, ha allarmato il governo per l’aumento del crimine nel Paese, e al riguardo Castex ha annunciato una linea più dura sulla violenza nelle manifestazioni e nei piccoli crimini, affermando che alla polizia saranno fornite le risorse di cui ha bisogno, mentre i giudici locali saranno nominati per garantire che “il comportamento antisociale quotidiano” venga punito rapidamente.

L’ex-primo ministro della Francia, Edouard Philippe, ha rassegnato le proprie dimissioni, il 3 luglio, insieme alla squadra di governo. Nella stessa giornata, Macron ha poi nominato Jean Castex come successore.

Nello specifico, Castex, 55 anni, è un alto funzionario e sindaco locale che ha orchestrato la strategia di uscita dal coronavirus della Francia. Il neo primo ministro proviene dal centro-destra dello spettro politico francese, e ha servito per due anni come secondo ufficiale di grado più alto nel palazzo dell’Eliseo durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.

In tale quadro, un funzionario dell’Eliseo ha descritto Castex come un alto funzionario la cui esperienza nella politica locale aiuterà Macron a connettersi con la Francia provinciale, in quanto appartenente all’ala più interventista e socialmente orientata del centro-destra francese.

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Mariela Langone

di Redazione

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