Mali: soldato francese ucciso durante un’operazione antiterrorismo

Pubblicato il 24 luglio 2020 alle 13:31 in Francia Mali

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Un soldato francese è stato ucciso in Mali, nella mattinata di giovedì 23 luglio, durante unoperazione antiterrorismo contro i militanti del Sahel. È quanto ha reso noto l’ufficio del presidente, Emmanuel Macron, in una nota ufficiale dellEliseo. “Un nostro soldato è stato ucciso, durante i combattimenti contro terroristi armati, quando un ordigno improvvisato è esploso accanto al suo veicolo blindato”, si legge nella dichiarazione.

Pochi mesi prima, il 23 aprile, un brigadiere della legione francese in Mali, Dmytro Martynyouk, del primo reggimento di cavalleria straniera, era rimasto ucciso in un’offensiva armata contro i gruppi terroristici della regione. Durante l’attacco, similmente a quanto successo il 23 luglio, un dispositivo improvvisato era stato attivato al passaggio del contingente francese, lasciando diversi feriti sul campo.

La Francia possiede circa 5.100 soldati in Mali e, in generale, nella più ampia regione del Sahel.Il numero di truppe francesi nellarea è stato incrementato a febbraio, quando Parigi decise di inviare altri 600 soldati a sostegno del contingente di 4.500 uomini facenti parte della cosiddetta Operazione Barkhane. Il cuore della missione si svolge nella zona di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger. 

Il rinforzo, secondo Parigi, ha lobiettivo di aumentare la pressione contro lo Stato Islamico nel Grande Sahara. “Non lasceremo spazio a coloro che vogliono destabilizzare il Sahel”, aveva affermato il ministro della Difesa francese, Florence Parly riferendosi ai gruppi jihadisti africani legati all’ISIS. “Una parte di questi sforzi sarà poi direttamente impiegata nell’ambito della forza del G5 Sahel, in modo da supportarla nella lotta al terrorismo”, aveva aggiunto il ministro di Parigi. Il G5 Sahel è una task force internazionale creata nel febbraio 2017 da Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad e Mauritania con lo scopo di sconfiggere i gruppi armati attivi nell’Africa Nordoccidentale e contrastare lo sviluppo dell’estremismo violento. Il contingente lavora a stretto contatto con la forza francese in Mali. Oltre ai 600 uomini, la Francia ha inviato anche 100 carri armati nella regione per fornire supporto alle operazioni di terra. Ad oggi, Parigi ha perso oltre 41 soldati durante la sua missione di addestramento delle forze locali e lotta al terrorismo. 

Nel novembre 2019, la Francia ha subito la sua peggior perdita nel Paese africano. Il 25 novembre, durante un’operazione contro i militanti jihadisti in Mali, 2 elicotteri dell’aviazione francese sono entrati in collisione e si sono scontrati, lasciando morti tutti e 13 i soldati che si trovavano a bordo. L’ISIS in the Greater Sahara aveva rivendicato la responsabilità dell’incidente ma nessuna prova effettiva ha dimostrato il coinvolgimento dell’organizzazione nella collisione tra i due elicotteri francesi. In particolare, il capo di stato maggiore di Parigi, il generale Francois Lecointre, aveva fermamente respinto la rivendicazione e aveva affermato che nessun colpo era stato sparato contro i velivoli. 

La forza francese Barkhane coopera dal 2014 con le forze maliane, per cercare di eliminare gli elementi terroristici nel Mali settentrionale e centrale, in particolare Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), il gruppo che si è formato dalla branca del Sahara di al-Qaida nel Maghreb islamico (AQIM), al-Murabitoun, Ansar al-Dine e il Fronte di liberazione della Macina. Da giugno 2018, sono aumentati anche gli scontri tra i gruppi terroristici, come Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), e la task force internazionale antiterrorismo del G5 Sahel.

Il 12 giugno, la Francia ha lanciato una nuova coalizione militare, composta da alleati dell’Africa occidentale e dell’Europa, per combattere i militanti attivi nella regione. L’obiettivo è quello di creare una maggiore cooperazione politica e difensiva, nella speranza di riuscire a potenziare le capacità delle forze speciali sul territorio. La rinnovata coalizione fornirà maggiore aiuto da parte delle forze speciali europee a favore degli eserciti regionali e provvederà a raccogliere aiuti finanziari da Paesi come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. “Oggi nel Sahel, la vittoria è possibile. I nostri partner stanno diventando consapevoli di ciò “, ha detto ai giornalisti un alto funzionario dell’ufficio del presidente francese prima dell’annuncio della coalizione.

La situazione in Mali e nei Paesi vicini continua ad essere critica nonostante l’uccisione, il 3 giugno, del leader di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Abdelmalek Droukdal, ricercato da almeno 7 anni. L’operazione si è svolta nella zona settentrionale del Mali con la collaborazione dei partner presenti nell’area e, oltre a quella di Droukdal, ha portato alla morte di molti dei suoi più stretti collaboratori.  Il leader di AQIM era uno dei militanti di maggior esperienza nell’area, dove aveva guidato il gruppo dal 2004. Droukdal aveva partecipato alla presa del Mali settentrionale da parte di Al-Qaeda nel 2013 e si pensava si stesse rifugiando nelle montagne a Nord dell’Algeria, Paese in cui era nato. L’uomo si occupava di vari aspetti all’interno dell’organizzazione terroristica, inclusi il suo finanziamento, la sua gestione e la pianificazione e l’esecuzione di attentati. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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