Croazia: il Parlamento approva il nuovo governo di centro-destra

Pubblicato il 24 luglio 2020 alle 9:10 in Croazia Europa

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Il Parlamento croato ha approvato, il 23 luglio, il nuovo governo di centro-destra guidato dal primo ministro, Andrej Plenkovic, la cui Unione Democratica Croata (HDZ) ha vinto la maggioranza dei seggi parlamentari nelle elezioni generali tenutesi il 5 luglio.

Oltre a HDZ, il nuovo esecutivo di coalizione di Plenkovic è sostenuto da due piccoli partiti liberali e dai rappresentanti delle minoranze nazionali. Nonostante il margine del voto del 23 luglio sia stato ridotto, con il primo ministro che ha ottenuto soltanto una piccola maggioranza di 76 voti nel Parlamento di 151 seggi, gli osservatori sostengono che il governo dovrebbe ricevere un sostegno costante da parte dei deputati.

“Il nostro compito chiave è quello di garantire il benessere dei nostri cittadini … per preservare la loro salute e il lavoro in questi tempi della pandemia,” ha dichiarato Plenkovic alla Camera.

La maggior parte dei ministri del precedente esecutivo del primo ministro ha mantenuto il proprio incarico, tra cui quello delle Finanze, Zdravko Maric, considerato fondamentale per mantenere i fondi pubblici sotto controllo al fine di far aderire Zagabria all’euro entro il 2024.

Il 10 luglio, la Croazia è entrata nel meccanismo ERM-II, una fase preliminare per l’adozione dell’euro come valuta nei prossimi tre anni ma, per l’ingresso nell’eurozona vero e proprio l’UE prevede il raggiungimento di alcuni specifici requisiti. Questi ultimi sono quattro. Il primo riguarda la stabilità dei prezzi, con una inflazione non superiore all’1,5% rispetto ai 3 Stati membri con la migliore percentuale in questo ambito. Il secondo è la sostenibilità delle finanze pubbliche, le quali non devono presentare un deficit di governo maggiore del 3% del PIL. In aggiunta, il debito pubblico non può essere superiore al 60% del PIL. Gli altri due requisiti per l’entrata nel blocco europeo sono la stabilità dei tassi di cambio e tassi di interesse a lungo termine che non devono essere superiori al 2% rispetto al tasso dei 3 Paesi che hanno la miglior percentuale a riguardo, in termini di stabilità di prezzi. 

Il compito del nuovo governo sarà quello di arginare l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 e, parallelamente, ripristinare l’economiaIn particolare, l’economia della Croazia rimane tra le più deboli dell’Unione Europea, e lo Stato sta lottando per combattere i problemi finanziari derivanti dalla perdita di turismo durante la pandemia di coronavirus. A tale riguardo, il governo ha preparato un pacchetto di misure temporanee, che potrebbero raggiungere il 15% del PIL, il quale comprende la remissione o il differimento delle imposte sul reddito e sugli utili, i contributi previdenziali per tre mesi, una sovvenzione ai datori di lavoro per il mantenimento della loro forza lavoro e una moratoria sui pagamenti di prestiti alle banche commerciali e di sviluppo.

Nello specifico, Plenkovic ha affermato di voler aumentare il tenore di vita dei cittadini croati, promettendo di aumentare il salario medio entro la fine del proprio mandato di quattro anni a 7.600 kune, corrispondenti a 1.171,14 dollari, dalle attuali 6.655 kune. In aggiunta, un altro punto prevede di ridurre le aliquote dell’imposta sul reddito al 20% e al 30%, dall’attuale 24% e 36%, e diminuire l’imposta sul profitto al 10%, dal 12%, per le aziende con guadagni annuali fino a 7,5 milioni di kune. L’imposta sul valore aggiunto per i prodotti alimentari dovrebbe inoltre essere ridimensionata al 13% rispetto all’attuale 25%, una delle aliquote IVA più elevate dell’Unione Europea.

In passato, nel tentativo di contenere le pressioni di deprezzamento, la Banca nazionale croata è intervenuta sul mercato dei cambi per vendere, per la prima volta dal 2016, 2,2 miliardi di euro alle banche commerciali. 

Tali eventi seguono gli sviluppi positivi raggiunti nel 2019, quando la crescita del PIL ha accelerato al 2,9% dal 2,7% del 2018. Il consumo personale ha continuato ad aumentare, sostenuto da progressi favorevoli del mercato del lavoro, da un aumento dell’ottimismo dei consumatori e da ulteriori riduzioni fiscali. Anche gli andamenti di bilancio sono stati positivi nel corso del 2019, con la riduzione del debito pubblico al 73,2% del PIL, e il tasso di disoccupazione sceso al di sotto del 7%.

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Mariela Langone

di Redazione

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