Tensioni nel Mediterraneo orientale: gli USA chiedono alla Turchia di fermare le trivellazioni

Pubblicato il 23 luglio 2020 alle 10:31 in Grecia Turchia USA e Canada

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Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha esortato la Turchia ad astenersi da qualsiasi piano di trivellazione nel Mediterraneo orientale che solleverà le tensioni nella regione.

“Esortiamo le autorità turche a fermare qualsiasi piano per le operazioni e ad evitare misure che aumentino le tensioni nella regione”, ha riferito il portavoce del Dipartimento americano, descrivendo l’area a Sud e ad Est dell’isola greca di Kastellorizo dove Ankara prevede di tenere un’indagine sismica come “acque controverse”.

Tuttavia, il senatore statunitense Robert Menendez ha criticato il Dipartimento di Stato di Washington per tale definizione. 

“Siamo chiari: l’unico Paese che contesta queste acque è la Turchia. Queste acque appartengono alla Grecia, e il Dipartimento di Stato deve riconoscere inequivocabilmente e pubblicamente che la Turchia da sola è responsabile della tensione su di loro”, ha affermato il senatore del New Jersey il 22 luglio.

La stazione di Antalya Navtex ha annunciato, il 21 luglio, i piani per un’indagine sismica della Turchia a Sud e a Est dell’isola greca di Kastellorizo, dal 21 luglio al 2 agosto. La nave di esplorazione sismica di Ankara Oruc Reis dovrebbe arrivare nell’area a breve. 

A riguardo, sono state messe in allerta le forze armate della Grecia. 

L’aumento dell’attività è stato osservato presso la base navale di Aksaz, con 15 navali che sarebbero partiti da lì allarmando Atene e la Marina ellenica. Per tale motivo, il capo di stato maggiore della difesa nazionale ellenica (GEETHA), Konstantinos Floros, ha accelerato il proprio ritorno da Cipro.

Con il comportamento della Turchia nel Mediterraneo orientale sempre più provocatorio, la Grecia si sta preparando per una possibile escalation delle tensioni, nel timore che i funzionari turchi mettano in atto le minacce di lanciare esplorazioni di idrocarburi al largo delle isole di Creta o di Kastellorizo. Di fatto, le indagini sismiche fanno parte dei lavori preparatori per la ricerca di potenziali idrocarburi. 

Alla luce degli ultimi sviluppi, il 21 luglio, il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha dichiarato che la condotta “illegale” della Turchia nel Mediterraneo orientale minaccia la coesione della NATO e delle relazioni di Ankara con l’Unione Europea. “Il comportamento illegale e provocatorio della Turchia ha un grave contraccolpo non solo per la pace e la stabilità nel Mediterraneo orientale, ma per la coesione della NATO e per le sue relazioni con l’UE”, ha spiegato Dendias dopo un incontro con il suo omologo tedesco, Heiko Maas, ad Atene, nella stessa giornata. Da parte sua, il ministro di Berlino ha esortato la Turchia a smettere di trivellare risorse naturali nel Mediterraneo orientale, se Ankara vuole mantenere i progressi nei rapporti con il blocco. 

Sempre in merito alla vicenda, il Ministero degli Esteri della Grecia ha replicato al Navtex rilasciato dalla marina militare turca sottolineando la “persistenza della Turchia nel violare la legalità internazionale e il suo totale disprezzo per il diritto internazionale”.

Il Ministero di Atene ha altresì informato che l’ambasciata greca ad Ankara ha già presentato una protesta al Ministero degli Esteri turco, e che le attività del Paese hanno già richiamato l’attenzione dell’UE, della NATO e dell’Onu, nonché dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

“Chiediamo alla Turchia di cessare immediatamente le sue attività illegali, che violano i nostri diritti sovrani e minano la pace e la sicurezza nella regione”, ha riferito il Ministero greco.

Da parte sua, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha invece insistitosul fatto che il proprio Paese “non ha bisogno del permesso di nessuno per le nostre navi sismiche e piattaforme galleggianti di perforazione”, aggiungendo che la Turchia sta agendo nel quadro del diritto del mare e “continuerà allo stesso modo”.

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Mariela Langone

di Redazione

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