Nigeria: Nazioni Unite “sconvolte” dall’uccisione di 5 operatori umanitari

Pubblicato il 23 luglio 2020 alle 12:21 in Africa Nigeria

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Le Nazioni Unite hanno dichiarato di essere “profondamente sconvolte e inorridite” dall’uccisione di 5 operatori umanitari, nella Nigeria nordorientale, da parte di uomini armati ancora ignoti. La dichiarazione, emessa mercoledì 23 luglio da Edward Kallon, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Nigeria, ha fatto seguito alla pubblicazione di un video che mostra l’assassinio dei 5 civili, rapiti il mese scorso nello stato di Borno. Il governo nigeriano ha riconosciuto che, tra le vittime, ci sono dipendenti dell’Agenzia statale di gestione delle emergenze, nonché membri del personale di organizzazioni umanitarie internazionali come Action Against Hunger (ACF), International Rescue Committee e Rich International. “Erano uomini che hanno dedicato la loro vita ad aiutare le persone e le comunità vulnerabili in un’area pesantemente colpita dalla violenza”, ha dichiarato Kallon.

I 5 erano stati sequestrati mentre viaggiavano su una strada principale che collegava la città di Monguno con la capitale dello stato del Borno, Maiduguri. Kallon ha sottolineato che in quel tratto e in altre vie principali della regione diversi checkpoint illegali sono stati istituiti da gruppi armati locali per bloccare i rifornimenti e gli aiuti. “Questi posti di blocco interrompono la fornitura di assistenza alle comunità bisognose e aumentano i rischi per i civili, che temono di essere rapiti, uccisi o feriti, con gli operatori umanitari che vengono presi di mira per primi”.

La Nigeria nordorientale è devastata da una lunga insurrezione ribelle che va avanti da almeno un decennio. Il Country Report on Terrorism 2019 del governo americano ha affermato che, in Nigeria, i militanti di Boko Haram e dello Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale rappresentano una minaccia essenziale alla sicurezza del Paese e i terroristi continuano a condurre numerosi attacchi contro i civile e le forze governative e di sicurezza.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, la suddetta Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). L’ISWAP, invece, è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. 

Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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