Johnson cerca di rilanciare le relazioni tese con la Scozia

Pubblicato il 23 luglio 2020 alle 9:35 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, cercherà di distendere le tensioni con la Scozia durante una visita a Edimburgo, il 23 luglio, sostenendo che la crisi legata al Covid-19 abbia mostrato il potere collettivo del Regno Unito.

I legami che uniscono le parti costituenti del Regno, ovvero Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, si sono irrigiditi in seguito al voto sulla Brexit e alla pandemia di coronavirus. Riguardo alla prima, il governo indipendentista scozzese si è da sempre opposto all’uscita dall’Unione Europea, mentre sulla seconda Edimburgo accusa Johnson di non aver risposto in modo adeguato all’emergenza sanitaria.

In tale contesto, il primo ministro britannico si recherà in Scozia per incontrare imprese e membri dell’esercito, a un anno dal proprio insediamento a Downing Street, avvenuto lo scorso 24 luglio, riaffermando l’impegno ad aumentare le opportunità e la prosperità per tutte le parti della Gran Bretagna.

“Gli ultimi sei mesi hanno mostrato esattamente perché il legame storico e sentito che unisce le quattro nazioni del nostro Paese è così importante e la pura forza della nostra unione è stata provata ancora una volta”, ha riferito Johnson in una dichiarazione prima della visita, nella quale ringrazierà i membri delle forze armate per il proprio intervento durante la pandemia, che ha incluso la creazione di basi per i test e il trasferimento dei pazienti.

La Scozia ha votato il 18 settembre 2014 per rimanere parte del Regno Unito, ma tuttora i sondaggi mostrano che la questione è profondamente divisiva tra la popolazione, e il sostegno per l’indipendenza supera attualmente di poco quello per l’unione.

Il Partito Nazionale Scozzese, che gestisce il governo semi-autonomo a Edimburgo, ha accusato Johnson di messaggi confusi sul coronavirus, e ha deciso di attuare la propria strategia di restrizioni indipendentemente da Londra.

“L’unico motivo per cui Boris Johnson è venuto qui oggi è perché è in piena modalità panico tra crescente sostegno per l’indipendenza”, ha affermato il vice leader del partito scozzese, Keith Brown.

Riguardo al referendum scozzese, un rapporto della Commissione parlamentare per l’Intelligence e la Sicurezza ha rilevato che la Russia ha cercato di influenzare il referendum per l’indipendenza scozzese.

“Ci sono state prove credibili open source le quali suggeriscono che la Russia ha intrapreso campagne di influenza in relazione al referendum sull’indipendenza scozzese nel 2014”, ha rivelato la relazione, terminata già nel marzo 2019, ma resa pubblica soltanto il 21 luglio.

Quest’ultima ha classificato la Russia come una potenza ostile che rappresenta una minaccia significativa per il Regno Unito e l’Occidente su una serie di fronti, dallo spionaggio e gli attacchi informatici all’ingerenza elettorale e al riciclaggio di denaro sporco. “Sembra che la Russia consideri il Regno Unito uno dei suoi principali obiettivi di intelligence occidentali”, ha determinato nello specifico il rapporto.

Da parte sua, il Cremlino ha replicato che la Russia non ha mai interferito nei processi elettorali di un altro Paese. In particolare, Mosca ha ripetutamente negato l’ingerenza in Occidente, descrivendo l’atteggiamento di Stati Uniti e Regno Unito in preda a una “isteria anti-russa”.

In tale quadro, il comitato ha etichettato la Russia, che ha perso rapidamente il proprio potere dopo la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991, come una fonte di denaro corrotto diretto a Londra, la prima capitale finanziaria internazionale del mondo.

“Il Regno Unito ha accolto con favore il denaro russo, e poche domande, se ce ne sono, sono state poste sulla provenienza di questa considerevole ricchezza”, ha riferito il rapporto. “Il Regno Unito è stato considerato come una destinazione particolarmente favorevole per gli oligarchi russi e il loro denaro, che ha offerto meccanismi ideali con cui la finanza illecita potrebbe essere riciclata attraverso quello che è stato definito come ‘lavanderia Londra’”, ha reso noto la relazione.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.