Incontro Francia-Cipro, Macron chiede all’UE sanzioni per le violazioni nel Mediterraneo

Pubblicato il 23 luglio 2020 alle 14:48 in Cipro Francia

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Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha incontrato il proprio omologo cipriota, Nicos Anastasiades, il 23 luglio a Parigi, per discutere la questione del Mediterraneo orientale.

Al riguardo, Macron ha affermato che sarebbe un grave errore da parte dell’Unione Europea non rispondere alle provocazioni nella regione, e ha rivelato di volere più sanzioni contro coloro che violano lo spazio marittimo greco e cipriota.

“In questa parte del Mediterraneo, che è vitale per i nostri due Paesi, le questioni energetiche e di sicurezza sono essenziali. Ciò che è in gioco è una lotta di potere, in particolare tra Turchia e Russia, che si stanno affermando sempre di più, e di fronte alla quale l’UE sta ancora facendo troppo poco”, ha dichiarato il presidente francese ai microfoni dei giornalisti, in una conferenza stampa congiunta con la sua controparte cipriota.“Sarebbe un grave errore lasciare la nostra sicurezza nel Mediterraneo nelle mani di altri attori. Questa non è un’opzione per l’Europa e non è qualcosa che la Francia lascerà accadere”, ha aggiunto Macron. 

Anastasiades ha accolto l’iniziativa di Parigi come un “raggio di speranza” per il ruolo dell’Unione nella regione. Inoltre, prima di entrare nel Palazzo dell’Eliseo, il presidente di Nicosia ha sottolineato come la Francia abbia assunto un ruolo attivo nel Mediterraneo orientale, in cui l’UE è attualmente assente.

“La presenza della marina francese nella nostra più ampia area geografica dimostra il ruolo guida e la determinazione della Francia ad agire come un pilastro di sicurezza e stabilità”, ha notato il capo di Stato cipriota, il quale ha altresì ringraziato Macron per la posizione assunta dalla propria nazione sul problema di Nicosia, e per le sue iniziative volte a non far cadere il Mediterraneo sotto il controllo della Turchia o di altre potenze.

A tale proposito, Anastasiades ha ribadito che l’UE non deve limitarsi alle dichiarazioni, ma deve assumere un ruolo guida e sostenere i suoi membri.

Oltre al tema del Mediterraneo orientale, i due presidente sono chiamati a discutere questioni relative alla cooperazione tra Cipro e la Francia nel settore dell’energia e della difesa, alle relazioni bilaterali e alle priorità dell’UE.

Nella visita, il presidente cipriota è stato accompagnato dai ministri degli Esteri, Nikos Christodoulides, della Difesa, Charalambos Petrides, dal portavoce del governo, Kyriacos Kousios, dall’ambasciatore di Nicosia a Parigi, Pantias Eliades, dal consigliere del presidente per le questioni energetiche, Yiorgos Lakkotrypis, e da altri funzionari.

Già il 6 luglioAnastasiades aveva chiesto all’Unione di adottare sanzioni nei confronti della Turchia. Come ribadito dal presidente cipriota, Nicosia opta per la diplomazia, le armi del diritto internazionale e lo status del Paese come membro dell’UE, piuttosto che il rischio di uno “scenario disastroso”. Dal punto di vista di Anastasiades, l’UE “non può rimanere indifferente alle azioni di un Paese che è candidato all’adesione e sono dannose per due Stati membri”.

Riguardo alla richiesta di Anastasiades, già il 27 febbraio scorso, l’UE ha sanzionato due persone in relazione alle attività di trivellazione non autorizzate della Turchia nel Mediterraneo orientale. Gli individui sono stati considerati responsabili o coinvolti nella pianificazione, direzione e attuazione di esplorazioni di idrocarburi nel Mediterraneo orientale, non autorizzate dalla Repubblica di Cipro. Le misure restrittive adottate consistono in un divieto di viaggio verso l’UE e in un congelamento dei beni. Inoltre, persone ed entità europee non sono autorizzate a mettere a disposizione fondi per i due individui sanzionati.

Ciò nonostante, alcuni hanno criticato la mossa come troppo “morbida”. Alla domanda se l’aggiunta di più nomi alla lista delle sanzioni potesse essere una soluzione, Anastasiades ha risposto che “è una delle alternative disponibili”.

Le relazioni tra Turchia e Cipro sono caratterizzate da un clima di tensione, soprattutto per quanto riguarda le rivendicazioni di Ankara, ritenute illecite da Nicosia, in merito ai propri diritti in alcune aree del Mediterraneo orientale, dove, il 3 maggio 2019, il governo turco ha avviato, illecitamente secondo la comunità internazionale, le proprie attività di trivellazione. A detta dei vertici turchi, tali azioni giungono in difesa degli interessi dei turco-ciprioti.

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Mariela Langone

di Redazione

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