Vietnam e Cina parlano di Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 9:57 in Cina Vietnam

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e il vice primo ministro e ministro degli Esteri vietnamita, Pham Binh Minh, hanno co-presidiato, il 21 luglio, un incontro virtuale del Comitato direttivo delle relazioni bilaterali sino-vietnamite, in un momento di fragili equilibri tra i due Paesi, a causa dei più recenti sviluppi nel Mar Cinese Meridionale.

Wang ha elogiato entrambi i Paesi per la gestione dell’emergenza coronavirus e ha ricordato che, nonostante la sofferenza delle rispettive economie, nella prima metà dell’anno, il commercio bilaterale è cresciuto del 18%, sottolineando i grandi vantaggi che derivano dalla cooperazione bilaterale. Anche il suo omologo vietnamita ha espresso fiducia nelle prospettive di sviluppo delle relazioni bilaterali e si è impegnato a donare alla Cina 100.000 dollari come gesto d’aiuto per la popolazione cinese colpita da i più gravi nubifragi degli ultimi anni.

Per quanto riguarda la questione del Mar Cinese Meridionale, Wang ha ribadito che la politica della Cina non è cambiata  e che sono stati gli USA ad innescare le tensioni in corso, seguendo la loro strategia geopolitica. Per questo, Wang ha ribadito che i due Paesi dovrebbero portare avanti il consenso raggiunto dai rispettivi leader di governo e di partito, gestendo le differenze esistenti attraverso il dialogo. Il ministro cinese ha affermato che le questioni relative al Mar Cinese Meridionale possono essere gestite nel quadro dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asia (ASEAN) e degli strumenti da essa indicati, ovvero il Codice di condotta del Mar Cinese Meridionale, che sarà completato nel 2021, e la Dichiarazione di comportamento delle parti nel Mar Cinese Meridionale, così da non consentire ad alcun attore esterno di interferire e danneggiare gli equilibri regionali. Pham Binh Minh si è detto disposto a lavorare con la Cina per mantenere la pace e la stabilità della zona.

Il 13 luglio scorso, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva lanciato un forte messaggio ai Paesi del Mar Cinese Meridionale che, a sua detta, subiscono l’atteggiamento minaccioso di Pechino le cui rivendicazioni di sovranità non sono ritenute valide. Secondo Washington, mai come oggi, la minaccia cinese verso gli interessi condivisi degli americani e dei loro alleati nell’area sarebbe elevata.

Le più recenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale  sono nate dall’ultima esercitazione della marina dell’Esercito cinese, tenutasi dal primo al 5 luglio scorsi, nelle acque che cingono le isole Paracelso, o Xisha, dove le rivendicazioni di sovranità cinesi si sovrappongono a quelle del Vietnam e di Taiwan, o Repubblica di Cina (ROC). A tal proposito, il 2 luglio, il governo di Hanoi aveva indirizzato una nota diplomatica a Pechino, lamentando la violazione della propria sovranità territoriale, e aveva affermato che l’atteggiamento cinese avrebbe potuto inficiare le relazioni della RPC con i Paesi dell’ASEAN, di cui detiene la presidenza di turno ricevendo il sostegno delle Filippine che avevano definito le esercitazioni cinesi inaccettabili.

In tale contesto, lo scorso 4 luglio, gli USA avevano avviato un’esercitazione proprio nel Mar Cinese Meridionale con le portaerei USS Nimitz e USS Ronald Reagan insieme ad altre 4 navi da guerra per “sostenere la libertà e l’apertura della regione dell’Indo-Pacifico” e mostrare chiaramente l’impegno americano per la sicurezza e la stabilità dell’area agli alleati e ai partner locali. Il 17 luglio, poi, Washington è tornata a schierare le due portaerei in tali acque.

Al momento, la posizione del Vietnam rispetto alle dispute del Mar Cinese Meridionale è particolarmente rilevante perché un suo avvicinamento diplomatico alla RPC o agli USA potrebbe cambiare gli equilibri dell’area. Hanoi ha legami strategici sia con Washington sia con Pechino ma, dal punto di vista militare, non intrattiene alleanze formali con alcun Paese. Tuttavia, nel libro bianco sulla difesa nazionale pubblicato lo scorso 25 novembre, il Vietnam ha stabilito che: “In base a circostanze e condizioni specifiche, il Paese considererà lo sviluppo di necessarie e adeguate relazioni militari e di difesa con altre Nazioni”. Per Washington, istituire un legame militare con Hanoi sarebbe un’importante risorsa per limitare il rafforzamento della posizione cinese nel Sud-Est asiatico, soprattutto alla luce di recenti difficoltà riscontrate con il suo alleato storico nell’area, le Filippine.  Tuttavia, una tale mossa allontanerebbe drasticamente Hanoi da Pechino, il suo maggior partner commerciale.

Per Pechino, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, in particolare, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e poi modificata nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero. Oltre alla Cina, anche Taiwan rivendica in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale che è, tuttavia, conteso anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. Nelle sue acque transitano fiorenti rotte commerciali e sono presenti ricchi giacimenti minerari.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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