USA: attacco aereo contro l’Isis in Somalia

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 16:49 in Somalia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’esercito americano ha condotto un raid aereo in Somalia, martedì 21 luglio, colpendo alcuni militanti dell’Isis dopo che questi avevano attaccato le forze locali, supportate dai soldati USA. “Il comando americano per l’Africa (AFRICOM) ha effettuato un attacco aereo contro i terroristi dello Stato Islamico in Somalia in risposta all’offensiva condotta da questi ultimi contro le forze partner in una remota località settentrionale, vicino a Timirshe, il 21 luglio”, ha dichiarato il contingente degli Stati Uniti, mercoledì 22 luglio, specificando che, “quando si è verificato l’attacco dell’Isis, le truppe statunitensi erano nell’area per fornire consulenza e assistenza alle forze somale e ai partner locali”. Timirshe si trova nel Nord del Paese, circa 140 chilometri a Sud-Est della città di Bosasso.

“In questo momento, si stima che il nostro raid aereo abbia ucciso almeno 7 terroristi dell’ISIS in Somalia”, ha dichiarato il comando statunitense, precisando che nessun civile è rimasto vittima dell’offensiva. Se gli Stati Uniti prendono regolarmente di mira l’organizzazione somala di al-Shabaab, affiliata ad al-Qaeda, meno frequenti sono gli attacchi contro l’ISIS. In Somalia, lo Stato Islamico è una formazione più piccola, attiva principalmente nella regione del Puntland, nel Nord-Est del Paese. L’ultimo attacco aereo statunitense contro l’Isis Somalia risale ad ottobre 2019. Gli Stati Uniti possiedono un contingente di circa 500 truppe in Somalia, dove addestrano e forniscono supporto tecnico alle forze locali che combattono contro i terroristi dello Stato Islamico e di al Shabaab.

Gli Stati Uniti effettuano attacchi aerei antiterrorismo in Somalia da più di 10 anni, ma la frequenza dei raid è aumentata considerevolmente sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. L’AFRICOM ha condotto 63 attacchi l’anno scorso, rispetto al precedente record di 47, registrato nel 2018. Quest’anno, gli USA sono in procinto di stabilire un nuovo risultato, avendo già compiuto oltre 32 raid dall’inizio del 2020.

I terroristi di al Shabaab restano la minaccia più grave per la stabilità della Somalia e di tutta la regione del Corno dAfrica. I militanti sono soliti compiere attentati contro soldati, anche stranieri, in particolare americani, e altri obiettivi militari, ma non mancano di colpire i civili o il personale delle missioni internazionali, tra cui l’AMISOM, istituita dall’Unione Africana il 19 gennaio 2007 . La forza di peacekeeping è stata creata un mandato iniziale di 6 mesi, successivamente prolungato nel corso degli anni. I Paesi che ne fanno parte sono Uganda, Kenya, Burundi, Somalia, Etiopia, Gibuti e Sierra Leone. Attualmente, 22.000 soldati dell’Unione si trovano in Somalia, ma entro la fine del 2020 è previsto il loro ritiro definitivo dal Paese, decisione che era stata approvata dal Consiglio di pace e sicurezza dell’Unione Africana. Tuttavia, il susseguirsi degli attacchi di al Shabaab, la corruzione e le lotte intestine all’interno dei ranghi militari somali preoccupano la comunità internazionale, gettando alcuni dubbi sul fatto che l’esercito nazionale sia pronto ad assumere indipendentemente il comando della gestione della sicurezza nel Paese del Corno d’Africa.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2019 del governo americano, come quello degli anni scorsi, ha classificato la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2019, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.