Turchia, migranti: operazioni di salvataggio nell’Egeo

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 12:39 in Immigrazione Turchia

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La Turchia ha tratto in salvo almeno 36 richiedenti asilo che, secondo le autorità, erano stati respinti dalla Guardia costiera greca nelle acque turche dell’Egeo. Data la presenza di decine di rifugiati su un gommone al largo della costa di Dikili, nella provincia di Smirne, la Guardia costiera turca ha avviato un’operazione di ricerca e salvataggio, martedì 21 luglio, per portare sulla terraferma i richiedenti asilo bloccati in mare. Dopo i controlli di routine, le persone a bordo del gommone sono state deferite all’autorità provinciale per le migrazioni.

Più tardi, nella stessa area, la Guardia costiera turca ha effettuato il salvataggio di altri 31 migranti, partiti dalla costa di Ayvacik, nel Nord-Ovest della Turchia, per cercare di raggiungere l’isola greca di Lesbo. I richiedenti asilo, salvati al largo di Igdeli Burnu, sono stati deferiti alla stazione di polizia di Ayvacik. Qui, altri 43 migranti irregolari, provenienti dalla provincia nord-occidentale di Balikesir, sono stati trattenuti dalle autorità nella giornata di martedì 21 luglio.

Nell’ambito delle operazioni della Guardia costiera greca, invece, le forze di sicurezza di Atene hanno affermato di essere riuscite a impedire a quasi 30 migranti, tra sabato 18 e domenica 19 luglio, di raggiungere l’Italia tramite barche a vela e traghetti. Inoltre, nello stesso weekend, gli agenti hanno intercettato e bloccato una banda di trafficanti di esseri umani che, secondo quanto riferito dalle autorità, trasportava sistematicamente i migranti verso i Paesi dell’Europa occidentale attraverso la Grecia e l’Italia. A detta della polizia, i trafficanti, che traghettavano illegalmente i migranti di notte su barconi e altre imbarcazioni di piccola taglia, si facevano pagare per il viaggio circa 5.000 a persona.

I porti di Igoumenitsa e Patrasso, sulla costa occidentale della Grecia, sono snodi chiave per i migranti irregolari che percorrono la rotta dalla Turchia all’Italia passando attraverso la penisola greca. Qui, molti trafficanti sperano di far imbarcare i migranti sulle barche o sui traghetti che partono ogni giorno per Brindisi, Bari, Ancona, Venezia e Trieste. A inizio luglio, due trafficanti di esseri umani sono stati arrestati nella città di Salonicco, nella Grecia settentrionale. Quando la polizia li ha fermati, ha scoperto che nascondevano tre uomini somali nel bagagliaio della loro macchina. Attualmente, circa 100.000 tra richiedenti asilo e migranti si trovano in Grecia. La maggior parte di questi spera di proseguire la rotta verso l’Europa centrale e settentrionale.

Anche la Turchia è un punto di passaggio chiave per i richiedenti asilo che intendono raggiungere l’Europa e muoversi internamente tra gli Stati dell’Unione.Il Paese ospita quasi 4 milioni di siriani, fuggiti dalla guerra civile ancora in corso. Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso i confini dell’Unione in cambio di 6 miliardi di euro di aiuti. Più tardi, tuttavia, il governo turco aveva contestato i termini del patto affermando di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. Di conseguenza, a seguito di un attacco contro le postazioni militari turche in Siria e a causa dell’aumento dei rifugiati siriani verso il confine con la Turchia, il 29 febbraio, il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, aveva dato l’ordine di aprire le frontiere e di non bloccare più i migranti, soprattutto siriani.

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Chiara Gentili

di Redazione

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