Pompeo in visita in Danimarca dopo uno scontro diplomatico sulla Groenlandia

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 18:53 in Danimarca USA e Canada

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Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha visitato la Danimarca, il 22 luglio, in seguito a uno scontro diplomatico tra gli Stati Uniti e il Paese nordico causato dall’offerta del presidente di Washington, Donald Trump, di acquistare la Groenlandia, nell’agosto 2019.

Pompeo ha incontrato il suo omologo danese, Jeppe Kofod, e il primo ministro di Copenaghen, Mette Frederiksen, nella capitale, insieme ai rappresentanti degli Affari esteri per la Groenlandia e le Isole Faroe, anch’esse un territorio autonomo danese.

A detta di Kofod, la Danimarca considera gli Stati Uniti il proprio “alleato più stretto”, ed è alla luce di ciò che Copenaghen ha accettato di fornire truppe alle missioni della NATO in Afghanistan, Iraq e Libia.

Tuttavia, le relazioni tra i due Paesi si sono incrinate nell’agosto 2019, quando Trump ha avanzato l’ipotesi di acquistare la Groenlandia, un territorio artico che copre più di due milioni di chilometri quadrati, corrispondenti a 772.204 miglia quadrate.

Al tempo, Frederiksen aveva definito la proposta “assurda”, portando Trump a cancellare una visita programmata a Copenaghen per il tono “scortese” della risposta.

Nonostante tale offerta sia stata oggetto di “derisione”, gli analisti ritengono che questa abbia in realtà indicato il rinnovato interesse strategico degli Stati Uniti per la regione artica.

Da allora, alcune telefonate tra i rappresentati dei due Paesi hanno allentato le tensioni, e i funzionari groenlandesi hanno dichiarato di voler lasciare la vicenda alle spalle. “Quello che abbiamo detto in passato e quello che facciamo oggi sono due cose diverse. E ciò che conta è quello che facciamo e quello che diciamo oggi”, ha riferito ai giornalisti il rappresentante per gli Affari esteri della Groenlandia, Steen Lynge.

A ulteriore dimostrazione del superamento di tali divergenze, lo scorso 10 giugno, gli USA hanno riaperto un consolato nella capitale del territorio artico Nuuk con l’approvazione di Copenhagen, e hanno fornito un pacchetto di aiuti del valore di 12,1 milioni di dollari, lo scorso 23 aprile.

La Groenlandia è altresì sede di un’altra risorsa strategica di Washington, la Thule Air Base, che è la base dell’aeronautica militare statunitense situata maggiormente a settentrione.

Prima della visita del 22 luglio, una dichiarazione del Dipartimento di Stato americano aveva sottolineato l’importanza di un partenariato nell’Artico, “in particolare mentre vediamo un aumento dell’attività nella regione dalla Russia e dalla Repubblica Popolare Cinese”.

A tal proposito, un altro elemento causa di controversie tra gli USA e la Groenlandia è il gasdotto Nord Stream 2 in costruzione tra Russia e Germania. Da parte sua, Washington si oppone fermamente al gasdotto che attraversa il Baltico, tramite le acque danesi, affermando che questo rischia di aumentare la dipendenza dei Paesi della NATO dal gas russo. Pertanto, il 18 dicembre 2019, il Congresso degli USA ha imposto sanzioni contro le imprese che lavorano al progetto, una mossa notevolmente contestata dall’Unione Europea, e nell’ultimo periodo ne ha minacciate di nuove.

La Danimarca è stato l’ultimo Paese ad approvare il gasdotto, il 30 ottobre 2019, ritardando l’inaugurazione di diversi mesi. In merito, Copenaghen ha negato qualsiasi pressione straniera sulla questione, ma una fonte diplomatica ha rivelato all’agenzia di stampa AFP che la nazione nordica ha affrontato grandi difficoltà nel bilanciare gli interessi dei suoi due principali alleati, gli Stati Uniti e la Germania.

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Mariela Langone

di Redazione

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