Pompeo a Londra per parlare di Cina, 5G, e accordo commerciale con Johnson

Pubblicato il 22 luglio 2020 alle 10:12 in UK USA e Canada

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Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, è arrivato a Londra, a Downing Street, la residenza del primo ministro inglese, Boris Johnson, per incontrare quest’ultimo, il 21 luglio.

“Benvenuto al Numero 10”, lo ha accolto Johnson.

Dopo essersi confrontato con il primo ministro britannico sulla questione della Cina, Pompeo ha riferito che è stata una “visita costruttiva”. 

“I rapporti bilaterali forti e di lunga data dei nostri due Paesi hanno gettato le basi per la discussione sincera di oggi su questioni che vanno dalla telecomunicazione 5G ai nostri negoziati per un accordo di libero scambio USA-UK”, ha commentato il Segretario americano.

A detta di alcuni diplomatici, la visita di Pompeo rappresenta un tentativo, da parte degli USA, di rafforzare la determinazione di Johnson ad adottare una linea più severa nei confronti della Cina, in un contesto in cui la Gran Bretagna sta progressivamente inasprendo la propria posizione verso Pechino a causa della sua gestione del coronavirus e della repressione a Hong Kong.

Riguardo al 5G, il presidente americano, Donald Trump, ha elogiato il divieto imposto dal primo ministro inglese su Huawei il 14 luglio, specificando inoltre di aver dovuto “forzare la mano” di Londra a causa della preoccupazione verso la Cina, considerata il principale rivale geopolitico degli Stati Uniti del XXI secolo.

“Siamo lieti della notizia che il Regno Unito vieterà nuovi acquisti di apparecchiature 5G da Huawei e l’eliminazione graduale delle apparecchiature già esistenti dalle sue reti di telecomunicazioni 5G”, ha riportato il Dipartimento di Stato di Washington. “La Gran Bretagna ha preso questa importante decisione per proteggere i suoi interessi di sicurezza nazionale, proprio come stanno facendo i Paesi di tutto il mondo”, ha aggiunto la dichiarazione.

Da parte sua, invece, la Cina sostiene che l’Occidente, in particolare gli USA, è attanagliato da una “isteria” anti-cinese. Pechino, nel 1979, aveva un’economia più piccola di quella italiana, ma dopo l’apertura ad investimenti esteri e l’introduzione di riforme di mercato si è attestata come la seconda più grande del mondo, dopo gli Stati Uniti. Nel dettaglio, l’economia cinese ha raggiunto i 15 trilioni di dollari, corrispondenti a 11,83 trilioni di sterline, diventando così cinque volte più grande di quella del Regno Unito. Su tali basi, Pechino ha avvertito Londra che il divieto imposto su Huawei avrebbe danneggiato gli investimenti cinesi nel Paese europeo. A tal proposito, Pompeo discuterà con Johnson le proposte finora sul tavolo per creare un’alternativa al colosso cinese.

In aggiunta, il Segretario americano e il primo ministro inglese hanno altresì affrontato il tema di Hong Kong e il trattamento di Pechino nei confronti dei musulmani nello Xinjiang.

“Entrambi hanno discusso di sicurezza globale condivisa e questioni di politica estera, tra cui le azioni della Cina a Hong Kong e Xinjiang, la situazione in Iran e il processo di pace in Medio Oriente”, ha rivelato in una dichiarazione Downing Street.

“Johnson e Pompeo hanno anche sottolineato il loro impegno a negoziare un solido accordo di libero scambio UK-USA che benefici le economie di entrambi i Paesi”, ha aggiunto la nota.

I due rappresentati politici hanno inoltre ribadito l’importanza della Five Eyes Intelligence Alliance, un’alleanza congiunta in materia di intelligence dei segnali, di cui fanno parte anche Australia, Canada e Nuova Zelanda.

In seguito alla breve visita a Londra, Pompeo è partito alla volta della Danimarca, dove incontrerà il primo ministro di Copenhagen, Mette Frederiksen, e altri ministri dell’esecutivo, per affrontare il tema del coronavirus, della Cina, e diverse opportunità di cooperazione con il Paese europeo.

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Mariela Langone

di Redazione

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